Il Tirreno

Lucca

«Un posto speciale per te, Alice nella squadra di Dio»

di Marco Tirinnanzi
«Un posto speciale per te, Alice nella squadra di Dio»

Le parole del vescovo, il dolore di familiari e amici per la studentessa e stella del volley scomparsa a 19 anni

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LUCCA. Il dolore più lungo è quello dell'addio: quando si deve lasciar andare, per forza. E il ricordo, anche se non invitato, pian piano comincia a prender posto accanto alle lacrime. Lucia, mamma di Alice Benvenuti, la giovane portata via da una malattia il 6 marzo, fuori, sul sagrato di piazza San Frediano, chiesa in cui ieri, alle 15,30 si sono tenuti i funerali, stringe a sé le amiche della figlia, scosse: «Non dimenticatela, così potrà vivere per sempre». Parole cariche di strazio, che danno forma al commiato. La commozione riesce ad azzerare anche le distanze, e lega con un filo invisibile Firenze a Lucca. Mentre in piazza Santa Croce si continua a piangere Davide Astori, capitano della Fiorentina, scomparso prematuramente per un arresto cardiaco, squadra della quale Alice era tifosissima, una sciarpa viola va a posarsi, insieme alle decine di corone di fiori, ai piedi della bara bianca, scortata fin sotto l'altare da sei studenti del quinto anno del liceo Vallisneri, compagni di classe della ragazza.

A sedere, sulle panche, non c'è nemmeno un posto libero. Due ali di folla si spiegano ai lati della chiesa: familiari, amici, ma anche semplici conoscenti, venuti a dare l’ultimo saluto giovane. In alto, sui gradoni, i volti commossi dei ragazzi del liceo scientifico, scendendo giù s’incontrano le ragazze della Nottolini Volley, alcune con i giubbotti del club, che si mischiano con le ex colleghe di Alice, quelle della Upv Borgo a Buggiano. Le lacrime segnano le facce di tutti. Il nonno Riccardo Benvenuti, pittore lucchese stimato, contiene a stento il dolore, e mamma Lucia siede composta in prima fila, mentre il babbo Mario, accanto a lei, si tiene la testa tra le mani. Nessuno parla. Il silenzio è una cappa in cui il dolore a tratti esplode.

La giovane vita di Alice è stata spezzata da una terribile malattia. «C’è un Dio pronto ad accogliere, un Dio misericordioso pronto a stringere Alice in un abbraccio - sono le parole del vescovo Italo Castellani durante l'omelia -. Alice non se n'è andata, tutti avremo ancora bisogno di lei. E questo non è un addio. È un “a Dio”: un ritrovarsi, per lei, nelle braccia del Signore».

«Mi ricordo che Alice - continua il vescovo - organizzò un anno fa al Foro Boario una piccola festa, per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulla leucemia: le promisi che sarei passato, purtroppo però non riuscii ad essere presente. Al telefono, in questi giorni, ho provato a rincuorare i suoi genitori, e anche i suoi famigliari, ma a volte anche un vescovo ha delle difficoltà. Siamo tutti cercatori di fede, di amore». Per Alice, nativa di Pescia ma che viveva con la famiglia a Lappato, oltre alla pallavolo c’erano tanti interessi: da anni, sui social era impegnata a promuovere la causa dell’ospedale pediatrico Meyer, lo stesso dove il suo giovane cuore ha cessato di battere. Amava la musica e Tiziano Ferro, più di tutti. Il cantante romano le aveva anche dedicato un messaggio video che Alice aveva pubblicato sul web. «Alice - le dice il cantante - volevo mandarti un bacio. Purtroppo non sei venuta al concerto, perchè so che non stai benissimo. Ti aspetto e intanto ti mando un grandissimo abbraccio». E lei, commossa aveva replicato: «Dico solo grazie, #unicograndeamore».

«Anche gli addetti ai lavori del mondo della pallavolo tessevano le lodi di Alice: la definivano la personificazione del "centrale" perfetto - chiude il vescovo -: alta, con un buon braccio e con un sorriso gioioso. Ecco, sono sicuro che avrà già trovato un posto speciale nella squadra di Dio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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