Il Tirreno

Lucca

Presidio in piazza Grande dei lavoratori Papergroup

Nicola Nucci
Presidio in piazza Grande dei lavoratori Papergroup

Il futuro di 150 dipendenti dipende dalla decisione del tribunale sul concordato Ieri vertice in Provincia: a rischio anche l’accesso alla cassa integrazione

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Il fattore tempo condiziona il futuro dei 150 dipendenti che lavorano nei tre stabilimenti di Capannori della Papergroup Spa. L’azienda ormai da tre mesi ha depositato in tribunale la domanda di ammissione al concordato in continuità e in bianco. Una procedura che, in caso di esito negativo, aprirebbe uno scenario drammatico per i lavoratori che ieri hanno scioperato per l’intera giornata in tutti i tre gli stabilimenti dell’azienda, organizzando un presidio in piazza Napoleone a Lucca davanti alla Provincia (dove si è tenuto un tavolo per trovare una soluzione alla crisi).

Una crisi che arriva da lontano e che tiene con il fiato sospeso i dipendenti visto l’ingente passivo dell’azienda del settore cartario. Da qui il concordato preventivo richiesto il 4 dicembre per la Papergroup spa, con sede amministrativa e centro direzionale a Carraia e stabilimenti in via di San Gennaro (per la lavorazione di cellulosa e la produzione di bobine, i semilavorati) e Coselli (dove si trasformano le bobine in prodotto finito). Il rischio concreto è quello di un consistente taglio del personale prima ancora del pronunciamento del tribunale sul concordato, mettendo a rischio anche l’accesso alla cassa integrazione guadagni, che consentirebbe sia di ridurre i costi dell’azienda sia di non “tagliare” gli occupati. Al prossimo incontro sulla vertenza aziendale di Papergroup, dopo quello andato in scena ieri a Palazzo Ducale e convocato dal presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini, sarà invitato anche Gianfranco Simoncini, consigliere per le politiche del lavoro del governatore regionale Rossi. L’incontro di ieri mattina è stato conoscitivo, consentendo ai rappresentanti sindacali e della Rsu aziendale di fare il punto della situazione ed esprimere preoccupazioni per gli occupati nelle varie sedi. All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali Ilaria Giovannetti e Stefano Baccelli (Pd), Elisa Montemagni (Lega Nord) e Gabriele Bianchi (Movimento Cinque stelle).

Lo stabilimento più esposto sarebbe quello di Carraria dove si lavorano i piegati (tovaglie e fazzoletti), ma la contrazione dell’attività avrebbe ripercussioni per tutti i siti produttivi. La strategia del sindacato è di una ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di licenziamento e mettere in campo tutte le azioni possibili per la salvaguardia dei posti di lavoro. Una preoccupazione evidenziata da Simone Tesi di Slc Cgil e dalle Rsu aziendale: «L’ammissione alla procedura concorsuale non elimina la possibilità che venga operata subito una ristrutturazione che ridurrebbe la capacità produttiva e la perdita di posti di lavoro, senza mettere in conto azioni che puntino a un recupero degli ordinativi persi». Per il sindacato questo «potrebbe giustificare la richiesta di ricorso alla cassa integrazioni guadagni straordinaria che servirebbe a mantenere i dipendenti, ma anche a sgravare l’azienda di alcuni costi importanti».

Uno scenario emerso dal confronto tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori con Tissue Tech (che ha in affitto l’azienda) e i professionisti incaricati di elaborare la proposta concordataria da presentare al tribunale dopo la richiesta di una proroga della scadenza.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa