Sicurezza
La fontana super gettonata Ma la sosta è “selvaggia”
In tanti ogni giorno si fermano dove non si potrebbe creando problemi al traffico E c’è anche chi ha subito dei furti per aver lasciato lo sportello dell’auto aperto
LUCCA. Arrivano con le bottiglie vuote e tornano a casa con una scorta di acqua pubblica, a scelta fra refrigerata, frizzante o a temperatura ambiente. Sono i tanti lucchesi che, ogni giorno, si riforniscono alla “Stazione dell’acqua” in piazza Curtatone e alla fontana in viale Giusti: una sana abitudine che strizza l’occhio a ecologia ed economia, ma che sta generando qualche difficoltà in termini di traffico, ingorghi e sosta selvaggia. È questo uno dei problemi segnalati dai lettori durante la nostra iniziativa Caffè Tirreno al Bar Cupido, organizzata per ascoltare i disagi di chi vive questa zona della città a un passo dalle Mura. «La fontana – spiega Renzo Marcinnò, presidente del centro sportivo Libertas di Lucca che ha sede in via Mazzini – viene utilizzata davvero da tanti fruitori, ma la sua posizione non giova a un’area già congestionata. Molti automobilisti, non trovando parcheggio, fermano la macchina sulla carreggiata, contribuendo a bloccare il flusso». La concentrazione, infatti, è così elevata che, talvolta, è quasi impossibile trovare un posto libero. C’è chi “si scusa” accendendo le doppie frecce; chi, per bere o riempire le bottiglie, si ferma sulla circonvallazione, e chi lascia la vettura in doppia fila o addirittura nei posti riservati ai portatori di handicap. Ma qualunque sia il motivo, il risultato non cambia: caos e file a ogni ora. A questo si aggiunge il via vai dei camion che caricano e scaricano le merci per le attività e quello dei clienti che vanno e vengono dalla farmacia comunale. «Inoltre, quando la gente scende per andare a riempire le bottiglie con l’acqua della fontana, spesso lascia il veicolo con le portiere aperte – continua Marcinnò – Un invito per i malviventi che approfittano di un momento di distrazione per portare via borse, cellulari e tutto quello che trovano incustodito. Da questo punto di vista, serve più sicurezza». La zona, secondo Fabrizio Valdrighi, consulente finanziario con sede in piazza Curtatone, «più o meno è sempre stata affollata, ma il giro è raddoppiato da quando è stata installata la Stazione dell’acqua». Quale potrebbe essere la soluzione? «Aumentare il numero di spazi bianchi in quest’area che non è proporzionato a quello delle macchine presenti – sostiene Donata Mancini che lavora nelle vicinanze – Questa situazione, peraltro, finisce per scoraggiare i clienti. Mettiamo il caso della banca: un utente che deve fare una semplice operazione, non può dover pagare anche il parcheggio». A innescarsi è un circolo vizioso per cui, per non fare il biglietto al parchimetro, in virtù di una sosta breve, gli utenti lasciano l’auto in doppia fila e fuori dagli spazi, congestionando ulteriormente il tratto. Ma a farne le spese sono anche i dipendenti degli uffici e delle attività intorno che, dopo una lunga giornata di lavoro, rischiano addirittura di trovare la multa sul parabrezza. «Non è giusto che, per noi impiegati, costretti a venire in ufficio in auto, non ci siano agevolazioni di nessun genere – conclude una signora – La soluzione ideale sarebbe aumentare gli stalli gratuiti, ma anche concederci un prezzo di favore per il parcheggio della stazione, potrebbe essere un buon punto di partenza che svuoterebbe gli spazi blu in piazza Curtatone, via Mazzini e via Monte Grappa, lasciandoli a disposizione dei clienti delle attività».
Flavia Barsotti
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