Sicurezza
L’obiettivo più grande è la pari dignità
Quando arriva l'8 marzo è spontaneo pensare alla festa della donna. Ma si può parlare ancora di festa?Ho l'impressione e non solo io, che sia quasi una giornata di lutto, pensando a quanto sta...
Quando arriva l'8 marzo è spontaneo pensare alla festa della donna. Ma si può parlare ancora di festa?
Ho l'impressione e non solo io, che sia quasi una giornata di lutto, pensando a quanto sta accadendo a tante donne, a causa della malvagità di certi mariti o compagni che offendono la loro dignità, spesso nella propria casa, ma non solo. Una continua Via Crucis della donna.
Si è fatto molto negli ultimi decenni per arrivare ad una quasi "pari opportunità" uomo - donna. Dico "quasi", perché c'è ancora molto da fare per raggiungere una vera parità. Non a caso in questi ultimi tempi è venuta fuori la questione dell'uguale stipendio per l'uomo e la donna che fanno lo stesso lavoro. Era chiara da secoli l'ingiustizia verso la donna, che fa lo stesso orario e lo stesso lavoro dell'uomo, ma viene pagata di meno. Non ci volevano grandi pensatori e opinionisti per arrivare a capire. Ma, si sa, così vanno le cose.
A mio parere l'obiettivo più grande da raggiungere è la pari dignità uomo-donna. È da qui che parte tutto il resto. Va benissimo che alla donna siano riconosciuti i vari ruoli da ricoprire nella società, ma se non cambia la mentalità di rispetto nei suoi confronti, può sembrare che tutto sia fatto per forza, quasi per far tacere la donna o quanti difendono i suoi diritti. È un'educazione da fare senza stancarsi, dalla famiglia alla scuola, ai luoghi di lavoro, ovunque. Riconoscere la dignità di persona nella donna è il primo obiettivo. Tutto il resto viene dopo, come logica conseguenza.
Grande apporto nell'educazione al rispetto della donna, lo possono dare le comunità cristiane locali. È innegabile la numerosa e valida presenza delle donne nella vita della Chiesa. Da sempre hanno educato migliaia di bambini e ragazzi, a rispettare la madre e tutte le donne della famiglia. Ma anche il fatto che la Chiesa valorizzi la donna quale collaboratrice per l'annuncio del vangelo, è un bene che si riversa sulla società intera. Forse un maggiore riconoscimento del genio femminile contribuirebbe a un maggiore rispetto della dignità della donna anche nella società civile. Non pochi pensano che l'8 marzo come giorno della donna non serva più. È sbagliato. Una data da conservare e da valorizzare ogni anno sempre di più. Non tanto come un giorno per andare a cena fuori o per spettacoli più o meno discutibili, per poi dimenticare la dignità della donna il giorno dopo, ma come giorno di riflessione, di presa di coscienza del rispetto della donna, di ogni donna, anche di quella che per colpa propria avesse perso la sua dignità. Riflessione che fa del bene agli uomini, ma anche alle donne. Una società cresce per la reciproca stima uomo - donna. Non ci sono altre strade. A meno che non si voglia una società monca.
(*parroco di Lunata)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
