Il Tirreno

Lucca

Aspettare rende infelici. E non è più giusto

di CARMEN PIERETTI*
Aspettare rende infelici. E non è più giusto

Come persona, donna e presidente della Fidapa, considero il riconoscimento della parità, della riconosciuta equivalente dignità, del genere femminile rispetto a quello maschile, come questione...

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Come persona, donna e presidente della Fidapa, considero il riconoscimento della parità, della riconosciuta equivalente dignità, del genere femminile rispetto a quello maschile, come questione importantissima da affrontare di continuo, da ricordare, testimoniare in ogni atto. Non solo da parte delle donne che abbiano avuto la fortuna di raggiungere la possibilità di essere libere di parlare, scrivere, lavorare, pensare e vivere. Ma anche da uomini che abbiano la pretesa di considerarsi persone evolute. Credo che uomini e donne debbano avere diritti e opportunità uguali nel rispetto delle diversità oggettive. Penso che non esista ad oggi nel mondo un paese, per quanto evoluto, per quanto moderno, in cui una donna possa aspettarsi di essere assunta e pagata secondo lo stesso criterio con cui sono assunti e pagati gli uomini. Penso che le istituzioni politiche non abbiano, nonostante le quote rosa, una adeguata rappresentanza del genere femminile. Penso che solo in poche aziende non sia la stessa cosa essere donne o uomini. Penso che le donne debbano faticare molto di più per ottenere il molto di meno che è loro concesso. Ci sono donne fortunate e donne eccellenti che riescono a superare ogni sbarramento, ogni pregiudizio, fino a raggiungere posizioni di parità o addirittura di supremazia rispetto alla maggior parte delle persone. Ma si tratta di eccezioni. No: le donne stanno ancora aspettando. E aspettare, stanca. Aspettare rende infelici. Aspettare non è più giusto. La disparità è una questione che ha portata sia familiare che pubblica. Neppure nelle famiglie le donne hanno ottenuto una parità. Il marito che prevarica la moglie coprendone la voce è il solito che preferisce assumere un uomo perché non fa figli. La disparità è mantenuta dal pregiudizio, dall’ignoranza e anche dalla grande mancanza di consapevolezza di molti di questi uomini. La vera parità ci sarà quando gli uomini avranno abbandonato anche i pregiudizi che hanno su se stessi. Quando si accorgeranno che il contrario di donna non è uomo, ma che i punti di sovrapposizione sono moltissimi: sono nella sfera dell’amore, rispetto, collaborazione, gioia, fiducia e aiuto.

*presidentessa della Fidapa Lucca

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