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Lucca

Suolo pubblico in rate di pari importo

Suolo pubblico in rate di pari importo

Gli operatori potranno versare il canone in sei quote annue del 17%. La prima verrà pagata con il posticipo di un mese

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LUCCA. Dopo la stangata sulla Cosap, una boccata di ossigeno sulle possibilità di rateizzare il pagamento della quota annuale del canone di occupazione del suolo pubblico dovuto al Comune dagli esercizi con sede nel centro storico.

Due le agevolazioni concordate fra Confcommercio e l’amministrazione comunale: una riguarda il livellamento (pari importo) delle sei rate annuali previste per pagare il canone (si applica a chi spende da mille euro annui in su), l’altra la possibilità di posticipare il pagamento della prima rata di un mese. La trattativa con l’amministrazione è stata condotta dalla commissione centro storico di Confcommercio guidata da Giovanni Martini. «L’esigenza di ridefinire la rateizzazione del canone - spiega Martini - era forte fra gli operatori, a maggior ragione dopo che le tariffe del canone sono state raddoppiate o più dal Comune».

Importo delle rate. Finora esisteva una possibilità di rateizzare il pagamento della Cosap. L’operatore commerciale doveva però pagare con la prima rata il 35% dell’importo annuo totale. Il restante 65% veniva poi diviso in cinque rate di uguale importo. Da quest’anno invece tutte e sei le rate avranno pari importo: dalla prima alla sesta, andranno ciascuna a coprire il 17% del canone annuale previsto per la superficie di suolo pubblico occupata dal singolo esercizio (l’ultima rata, il saldo finale, avrà un importo di poco inferiore).

Posticipo della prima rata. La seconda novità riguarda il posticipo della prima rata annuale della Cosap. Non più il 15 marzo, in concomitanza della partenza delle autorizzazioni di occupazione del suolo pubblico, ma il 15 aprile. Un mese che rappresenta per l’operatore la possibilità, con la partenza della stagione turistica, di recuperare liquidità per pagare la rata di Cosap senza dover ricorrere a prestiti. «Dobbiamo tenere conto - spiega Martini - che per molti operatori i mesi invernali corrispondono anche a lunghi periodi di chiusura o di scarsa attività, con entrate molto ridotte. Pensare in queste circostanze di pagare migliaia di euro di Cosap in una volta sola è impossibile». Il fatto di avere ridotto la prima rata da una quota del 35% del totale al 17 è un primo vantaggio; la possibilità di versarla quando la stagione ha cominciato a ingranare un secondo. Un concetto che si spiega meglio con i numeri. Un bar che con le nuove tariffe paga 15.000 euro di Cosap nel 2018, con le regole precedenti il 15 marzo avrebbe dovuto pagare una prima rata di 5.250 euro; con le nuove regole pagherà il 15 aprile una prima rata di 2.250. «Molti baristi e ristoratori mi hanno chiesto di portare avanti questa trattativa», conclude Martini. Non considera una vittoria le conquiste ottenute: «Solo una boccata di ossigeno. Così gli operatori possono pagare lavorando invece di partire pagando».

Barbara Antoni

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