Finanza
Parte la riforma: imprenditori preoccupati
Grandi manovre fra le categorie per assicurarsi la maggiore rappresentatività nel nuovo ente della Toscana Nord Ovest
LUCCA. Ufficialmente dal primo marzo, ultimo atto della riforma varata dal governo, è scattato il procedimento che porterà all’istituzione della Camera di Commercio della Toscana Nord ovest, con sede legale a Viareggio: sarà la seconda Camera della Toscana. Con 132.555 imprese che danno lavoro a oltre 300.000 persone (dati al 31 dicembre 2017) sarà seconda solo a Firenze, con 138.000 imprese e quasi 380.000 lavoratori. Al suo interno confluiranno tre Camere di Commercio: di Lucca, Pisa e Massa Carrara.
Ma quella che sulla carta, con tutti gli annunci che l’hanno preceduta, può apparire come un’operazione “scontata”, nel medio periodo sarà soprattutto per Lucca (fra le tre “consorelle), un passaggio epocale: la storica Camera di Corte Campana, forte di una storia quasi millenaria (nata agli albori del milleduecento per associare i mercanti della seta) con questa operazione perde la sua naturale leadership sul suo territorio. Dovrà fare i conti oltre che con un nuovo assetto geografico anche con nuovi equilibri di potere: con nuovo consiglio, nuova giunta, nuovo presidente.
«Siamo molto preoccupati - non nasconde Roberto Favilla, direttore provinciale di Confartigianato -. In questo scenario si profila una sorta di egemonia e di concentrazione di funzioni a Pisa: Lucca vi diventerà subordinata. Massa invece non ci preoccupa. Non so come andranno a finire i giochi per la formazione del nuovo consiglio di area. Stiamo cominciando adesso a parlare di apparentamenti per essere più forti: potranno avvenire fra associazioni di verse, come industriali e artigiani, a livello provinciale oppure fra associazioni della stesso settore nell’ambito della Toscana Nord Ovest: le strategie che decideremo saranno funzionali a essere il possibile rappresentati. Il 6 marzo avremo un primo incontro con il commissario ad acta. La nostra paura è che il territorio lucchese rimanga penalizzato, ad esempio perdendo chance nella promozione. A Pisa interesserà investire per promuovere il Desco? Sarà più facile per la nautica, visto che è comune a tutta la costa, oppure al marmo, settore interprovinciale. Senza contare il rischio che alcuni servizi oggi resi dalla “nostra” Camera nel tempo vengano meno».
«Per il momento non cambierà niente - spiega il presidente della Camera di Commercio di Lucca Giorgio Bartoli -. Ma forse le bocce non sono ancora ferme. Se poi ci saranno riduzioni o accorpamenti di sportelli dovremo vedere. Entro quaranta giorni dal primo di marzo, la Regione Toscana ci comunicherà le disposizioni sulla composizione delle giunte camerali: ognuna delle tre Camere farà le sue proposte e la Regione le vaglierà. L’intera procedura di unificazione sarà un’opera di razionalizzazione, e mi auguro di sinergie per fare progetti. Come Camera di Commercio Lucca punteremo molto per avere pèiù visibilità all’aeroporto Galilei. Dopo avere acquistato, anni fa, spazi in un grande pannello, ora vorremmo allestire un corner per promuovere i tre territori congiuntamente. Potremmo metterci personale competente, che parli lingue straniere. Insieme lo possiamo fare, da soli no, specie dopo che i diritti camerali sono stati dimezzati».
Presidenza, segretario, consiglio. Quanto agli equilibri di rappresentanza, l’ipotesi più accreditata per la nuova presidenza della Camera della Toscana Nord Ovest possa essere pisana. Lucca potrebbe puntare alla vicepresidenza. E in particolare alla figura del segretario, che sarà solo una nella Camera unificata. Quanto alla composizione del nuovo consiglio, i seggi saranno in tutto 33, così ripartiti per settore: 1 agricoltura, cooperative, trasporti, credito e assicurazioni, sindacati, associazioni dei consumatori, altri settori; 5 a testa per artigianato e servizi alle imprese, 6 per l’industria, 7 per il commercio, 2 per il turismo.
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