Il Tirreno

Lucca

LA STORIA  

«Cerco un aiuto per tirare avanti»

Ex avvocato chiede alle istituzioni un’occupazione anche part time

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CAPANNORI. Una storia che lascia senza parole. Perché la protagonista chiede soltanto di vivere dignitosamente attraverso un lavoro umile, non consono al suo titolo di studio, persino part time. Ne parla con grandissima dignità Enrica Linari, brillante avvocato penalista e civilista sino al 2012. Poi la malattia del padre, con la decisione di restituire a lui e alla madre quanto gli avevano dato in tutti quegli anni. Così l’ex avvocato chiude la sua attività non potendo più sostenere i costi e avendo la mente rivolta ai suoi cari: «Cosa devo fare per vedere risolto il mio caso e quello di mia madre? Devo comportarmi come hanno fatto al Centro d'accoglienza il Gelsomino a Roma per avere una ricarica telefonica, ovvero creare disordini e barricarmi da qualche parte. Ormai sono disposta anche a questo. Perché il mio problema non è la ricarica telefonica, ma sopravvivere dignitosamente. Dopo tanti sacrifici per studiare e crearmi una posizione professionale, nel 2012 ho dovuto chiudere la mia attività, non potendo più sostenerne i costi. La mia famiglia (io, mio padre e mia madre) tirava avanti grazie alla pensione di mio padre, mentre io cercavo occupazione attraverso l'iscrizione alle liste di collocamento e anche facendo, quando potevo, lavori saltuari e discontinui. Con il decesso di mio padre , avvenuto il 17 Dicembre 2017, la situazione è precipitata, anche perché la burocrazia è impietosa e per la successione, anche se di pochissima entità come la nostra, ci sono tempi lunghi».

Così Enrica Linari ha dovuto ricorrere a amici per acquistare il cibo e pagare bollette e affitto. «Da ora in poi - dice - avremo sempre più problemi a tirare avanti. Oltretutto vogliamo restituire tutto quello che ci hanno prestato perché saremo anche poveri, ma onesti fino in fondo. Mi sono rivolta all'istituzione più vicina , il comune di Capannori. Ho parlato con diversi amministratori che mi hanno indirizzato verso uffici che mi hanno ascoltato. Ma oltre ad una umana comprensione, non ho ricevuto alcun tipo di aiuto, di nessuna natura. Ho chiesto in modo particolare che mi aiutassero a trovare una occupazione, anche se non adeguata al mio titolo di studio e anche part-time. Non voglio assistenza, ma la possibilità di avere una vita dignitosa. Non nascondo che la mia amarezza nel vedere tanta indifferenza mi ferisce. La mia famiglia ha sempre lavorato nell'onestà non avendo mai nemmeno preso una multa».

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