Sicurezza
Processo Anthea, A vuoto il tentativo di notifica a Auricchio
LUCCA. Bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito, frode fiscale, reati finanziari di varia natura. Un crac di quasi 6 milioni di euro che risale al febbraio di tre anni fa e che avrebbe...
LUCCA. Bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito, frode fiscale, reati finanziari di varia natura. Un crac di quasi 6 milioni di euro che risale al febbraio di tre anni fa e che avrebbe dovuto sfociare in una richiesta di rinvio a giudizio sicuramente nei confronti del presidente della società Anthea Tecnologia e Ambiente con sede in via del Brennero, azienda attiva da un ventennio che operava nel settore dell’edilizia, dello smaltimento di amianto e del fotovoltaico. Invece di Camillo Auricchio (in foto) e della sua compagna e amministratrice unica dell’Anthea, Piera Carassiti, non si hanno notizie. O meglio, gli inquirenti (Guardia di Finanza e procura in testa) sanno che dal novembre 2014 si trovano all’estero: esattamente in Bahrein. Ma ad oggi non è stato possibile notificare gli atti della richiesta di rinvio a giudizio ai due indagati domiciliati nell’emirato arabo. Il rischio che non sia possibile arrivare ad un processo è decisamente elevato. E sarebbe uno smacco per l’amministrazione della giustizia al di là dell’esito dibattimentale. Anche perchè, nonostante il lavoro certosino del curatore fallimentare Massimo Romiti, potranno essere soddisfatti soltanto i 20 ex dipendenti dell’Anthea. (l.t.)
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