Il Tirreno

Lucca

In tanti per ascoltare Marco Cappato sui diritti civili

di Marco Tirinnanzi
In tanti per ascoltare Marco Cappato sui diritti civili

L’esponente radicale ha ricordato la lotta per Dj Fabo a un anno dalla sua morte in una clinica svizzera

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LUCCA. La disobbedienza civile, un mantra a cui dedicare l'esistenza. Non avrà la pretesa di diventare il Gandhi dei tempi moderni, ma Marco Cappato è riuscito nell'intento di scuotere, in più di un'occasione, le coscienze del Bel Paese, violando leggi che reputava ingiuste. L'ultimo gesto in ordine di tempo, più vivido nella memoria di tutti, e che gli è costato un processo per aiuto al suicidio, è quello di aver accompagnato Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, esattamente un anno fa, a scegliere volontariamente di morire, in Svizzera. Il leader dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, nonchè promotore della campagna EutanaSia Legale per vivere liberi fino alla fine, ieri martedì 27 febbraio era a Lucca, per presentare il suo libro "Credere, disobbedire, combattere" al caffè letterario sul viale Margherita; un'occasione per parlare, tra l'altro, anche di politica, a cinque giorni dal voto del 4 marzo prossimo.

Cappato, insieme a Massimo Bulckaen di +Europa, lista per la quale l'ex radicale simpatizza ma non è candidato, ha voluto motivare l'alleanza col Pd, insieme per la creazione di un governo europeista. «Partiamo dal fatto che la legge elettorale è farneticante: un terzo dei voti sono buttati via. Abbiamo scelto il Partito Democratico perchè vogliamo che il prossimo governi guardi con maggior vigore all'Europa. Il Pd ha parlato degli Stati Uniti d'Europa, e noi sposiamo da sempre quella scelta: serve una congiuntura con la Francia e la Germania, per poter anche stroncare sul nascere i nazionalismi». Ma che l'antifascismo però non diventi una scusante. «Non deve essere il pretesto per usare violenza e reprimere il pensiero delle persone - spiega -: per fortuna la democrazia ha la capacità di agganciarsi alla realtà sociale».

Disobbedire serve a rompere gli schemi, per questo chiede un impegno diretto alle forze politiche per concretizzare la legge sull’eutanasia. «"I boss della politica non ne parlano mai (dei diritti civili, ndr), non hanno interesse - dice -: bisogna abbattere i recinti, per questo credo in una convergenza politica trasversale per portare avanti la nostra battaglia. Il mio è anche un appello per far sì che la legge, da noi già depositata, non resti lettera morta».

Una parola poi anche Dj Fabo, di cui proprio ieri ricorreva l'anniversario della morte. «Ho grande stima e affetto per la sua famiglia, ma soprattutto per lui, che ha avuto fiducia in me, pubblicamente: serviva coraggio per una scelta del genere. Col mio contributo Fabo è riuscito a fare ciò che voleva. Disobbedire è un modo per svegliare le coscienze, soprattutto quella dello Stato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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