La manifestazione
«Siamo vigili, non impiegati»
Dal comando, gli agenti “rimproverano” il Comune e Raspini
LUCCA. «Ci considerano semplici impiegati invece noi siamo addetti alla sicurezza della popolazione». In sintesi, è il monito della lettera aperta dei vigili urbani del comando di piazzale San Donato all’amministrazione comunale, in particolare all’assessore Francesco Raspini.
Una lettera lunghissima in cui, rivolgendosi a Raspini, spiegano che «lei dovrebbe però sapere che noi vigili urbani non siamo paragonabili ai suoi colleghi della Questura (Raspini è commissario capo in aspettativa, ndr), né alle altre forze di polizia, che come noi svolgono per la cittadinanza un preziosissimo lavoro su più fronti. Lei, assessore, forse non ha ben chiaro che la polizia municipale, nonostante i medesimi rischi e responsabilità attribuiti a tutte le forze di polizia, le competenze infinite, gli enormi disagi e la pericolosità insite nel nostro mestiere, nonostante alcuni di noi talvolta perdano anche la vita per ragioni di servizio e vengano poi ripagati con un’ insulsa corona d’alloro e un discorso solenne del sindaco al valore, non ha riconosciuti, per ragioni a noi ignote, gli stessi benefici o “privilegi” di cui le altre forze dell'ordine giustamente godono».
«Nonostante ciò siamo classificati come "comunali", e sia chiaro che con tale affermazione non vogliamo sminuire l'operato degli amministrativi, vogliamo solo evidenziare la differenza che sussiste con chi ha una qualifica diversa dalla nostra ma ai quali veniamo comparati all'occorrenza, senza godere però degli stessi privilegi».
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