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Lucca Crea, Vietina ok gara vinta di mezzo punto

di Gianni Parrini
Lucca Crea, Vietina ok gara vinta di mezzo punto

La commissione di garanzia si è occupata della selezione per la scelta del nuovo dg  Caredio ha risposto alle domande spiegando come si è arrivati alla scelta finale

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«Mi ritengo soddisfatto». Con queste parole Remo Santini, presidente della commissione di controllo e garanzia chiude la seduta dedicata alla selezione che ha (ri)portato al vertice di Lucca Crea e dei Comics Emanuele Vietina, il 42enne lucchese che fino ad agosto 2017 aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo della società e poi aveva ceduto alle sirene di Amazon. Sono bastati sei mesi per fargli fare retromarcia e convincerlo a partecipare al concorso per direttore generale nella società che aveva lasciato. . Alla seduta era presente Francesco Caredio, amministratore unico di Lucca Crea nonché membro della commissione che si è occupata di fare i colloqui ai candidati. Gli altri quattro membri erano l’ingegner Pierluigi Pierallini di Tagetik, lo scrittore di libri per ragazzi Pierdomenico Baccalario, il giornalista del gruppo Qn Roberto Davide Papini e Lorenzo Galli della Praxi, la società incaricata da Lucca Crea di raccogliere le domande degli interessati (94) e di assegnare un punteggio per titoli e curricula sulla base dei criteri discussi con Lucca Crea. «Sono stati selezionati i 14 soggetti col punteggio più alto – ha spiegato Caredio – e hanno sostenuto un colloquio con i membri della commissione. Abbiamo assegnato loro un punteggio e alla fine sono stati scelti i quattro migliori da mandare a una sorta di “ballottaggio”». Viene chiesto a Caredio come mai non sia stata data evidenza pubblica a tutti i passaggi della selezione. «Lo abbiamo fatto per tutelare la privacy dei candidati, alcuni dei quali lavorano in altre aziende – risponde Caredio –. Rendere pubblici i loro nomi avrebbe potuto danneggiarli». I quattro finalisti si sono presentati all’ultimo colloquio con un punteggio in settantesimi determinato dai curricula (mas. 40 punti) e dal primo colloquio (mas. 30): Stefanelli è arrivato col punteggio di 62, seguito da Vietina con 61,5, da Calcagni con 57 e da Savorani con 56. I membri della commissione potevano assegnare a ciascun candidato fino a 6 punti.

A fine colloquio Vietina se n’è assicurati 29, Stefanelli 28, Savorani 26 (Calcagni non si è presentato). A fine procedura, dunque, l’ex Vietina ha racimolato mezzo punto in più di Stefanelli (90,5 contro 90) e la scelta è caduta su di lui. Sulle chiacchiere relative alla spaccatura della commissione intorno al nome suo nome, basta la matematica a far chiarezza: dei 5 candidati quattro hanno dato il massimo dei voti (ovvero 6) e uno ha dato solo un punto in meno. In ogni caso il 42enne lucchese è stato il più votato. Il direttore generale costerà all’azienda 88-90mila euro l’anno, circa 20-22mila più di quello che Vietina prendeva da direttore esecutivo. «Ma adesso le sue responsabilità sono molto maggiori», ha spiegato Caredio. (g.p.)

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