La manifestazione
«Le diagnosi pericolose dei periti»
Luna e DiRe parleranno del caso di una donna che rischia di perdere il figlio
LUCCA. Un caso emblematico di un problema che l’associazione Donne in rete contro la violenza (DiRe) e il centro antiviolenza Luna vogliono denunciare: «l’impatto delle diagnosi di sindrome di alienazione parentale (Pas) nei casi di donne che ricorrono alla giustizia contro partner violenti», come riportano. Pas ovvero una dinamica psicologica disfunzionale che secondo alcuni studiosi si attiverebbe in figli minori coinvolti in situazioni di separazione e divorzio dei genitori come di presunta violenza intradomestica. Secondo DiRe e il centro Luna, si ricorre troppo spesso oggi e troppo facilmente a questa diagnosi, senza considerare che i suoi effetti possono ricadere sul figlio, che può essere allontanato dalla famiglia subendo un doppio trauma.
Tesi che avalleranno oggi presentando (nel corso di una conferenza stampa convocata in una sala dell’hotel San Luca Palace) il caso di una donna che vive in Lucchesia e che rischia di perdere l’affidamento del figlio per una diagnosi Pas giunta a seguito di una contesa con il padre del bambino. Tra l’altro proprio oggi DiRe e il centro Luna spiegano che il tribunale ha in programma un’udienza su questa vicenda.
All’incontro saranno presenti Manuela Ulivi (avvocata, operatrice della Casa delle donne maltrattate di Milano), la presidente del centro antiviolenza Luna Daniela Caselli; Giovanna Zitiello dell’associazione Casa della donna di Pisa e Nadia Somma, come le altre tre relatrici componente dell’associazione DiRe.
«Le donne che subiscono violenza - spiega Caselli - subiscono una vittimizzazione secondaria. Se denunciano la violenza subita dal compagno è alle donne e madri che i tribunali fanno le pulci, spostando tutta l’attenzione sull’uomo. E se le donne temono così di perdere l’affidamento dei figli è facile che smettano di denunciare».
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