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Lucca

Villa Santa Maria, futuro a rischio

Villa Santa Maria, futuro a rischio

Sta per scadere la concessione a Kcs. I dipendenti non potranno beneficiare di ammortizzatori sociali

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LUCCA. È forte la preoccupazione sul futuro dei cinquanta dipendenti della Rsa Santa Maria di Monte San Quirico. Ieri pomeriggio (22 febbraio) al termine di un’assemblea con le tre sigle sindacali Cgil Cisl Uil i lavoratori hanno dato mandato ai sindacalisti di attivare il tavolo con amministrazione comunale e Asl in vista del del 30 giugno, quando scadrà l’ennesima proroga di appalto alla cooperativa Kcs. La prospettiva fin qui disegnata, e ribadita nel corso del consiglio comunale straordinario sulla Rsa che si è svolto martedì 21 febbraio (richiesto da Massimiliano Bindocci di M5S e dagli altri gruppi di opposizione), è che il Comune pubblichi un bando per una nuova concessione, che prevederà, per il concessionario, anche l’onere della ristrutturazione della Rsa, un impegno finanziario di in circa 2,5 milioni di euro. Si troverà davvero un concessionario disposto a investire questa cifra, considerato che la realizzazione dei lavori coprirà l’arco di un anno, durante il quale la struttura sarà chiusa, i lavoratori inattivi e gli oltre venti ospiti dirottati in altre Rsa? Gli interrogativi sono molti e la situazione dei lavoratori è aggravata dal fatto che i dipendenti dei servizi, come spiega Michele Massari della Cgil, non beneficia di ammortizzatori sociali. «Ci auguriamo - sottolinea Massari facendosi portavoce delle istanze delle tre organizzazioni sindacali coinvolte - che il tavolo con Comune e Asl venga attivato al più presto per trovare una soluzione. I tempi stringono».

«Occorre dare alla questione Villa Santa Maria un carattere di urgenza, di priorità e di presa in carico di responsabilità - ha affermato il consigliere di SìAmo Lucca Samuele Cosentino, componente della commissione consiliare per il sociale, al consiglio straordinario di martedì -. Si parla di spostamento temporaneo in altra Rsa dei degenti in attesa della riconsegna dello stabile restaurato. Questo significa predisporre una gara di appalto. Si parla anche di un doppio trasloco per tutti quei degenti costretti a superare il trauma del distacco e privati della possibilità di potersi ricreare un ambiente, nella nuova Rsa, in cui poter pensare di finire il loro tempo. Non si parla del caso in cui la gara andasse deserta e non si parla del fatto che anche le altre Rsa del territorio tra non molto saranno in scadenza di contratto e qualora non vi fossero rinnovi ricadrebbero nella stessa identica situazione nella quale oggi si trova Villa Santa Maria».(b.a.)

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