Il Tirreno

Lucca

Da Lucca i premi per il Carnevale di Viareggio

di Rossella Lucchesi
Da Lucca i premi per il Carnevale di Viareggio

I burlamacchi di oro, argento e bronzo sono realizzati dalla gioielleria Ghiselli di corso Garibaldi

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LUCCA. Inizia nel 1930 l’avventura dell’oreficeria Ghiselli, una delle più longeve attività lucchesi del settore. Inizia grazie alla passione e all’intuito commerciale di Gino Ghiselli il quale, dopo aver imparato il mestiere nei più noti laboratori orafi della città, a soli venticinque anni (era nato nel 1905) decide di mettersi in proprio, aprendo una bottega. Individua un piccolo fondo nella parte terminale di via San Giorgio che sfocia su via Fillungo e qui comincia a realizzare oggetti in oro e argento.

Gli affari vanno bene e cinque anni più tardi fa il salto di qualità, trasferendosi poco lontano, in un ambiente più ampio e confortevole, dove potrà lavorare meglio, anche perché si trova nella strada principale di Lucca, di fianco all’attuale bar Moka, dove adesso tratta anche la vendita di orologi. Quando nel 1973 Gino scompare, è la moglie Ida Lombardi a prendere le redini dell’attività che dopo nove anni passerà nelle mani della figlia Luciana. Nel 1988 la decisione di trasferirsi nella sede attuale, al civico 89 e 91 di corso Garibaldi, dove la signora Luciana lavorerà soltanto un paio di anni, prima di mancare e lasciare tutto in mano ai figli Paolo e Paola Tomei che da allora gestiscono l’azienda di famiglia, benché dotati rispettivamente di laurea in geologia e lingue e letterature straniere.

«Per noi è una grande soddisfazione e motivo d’orgoglio proseguire l’attività che nostro nonno seppe creare, superando ogni difficoltà - affermano - speriamo solo che non si concluda dopo la nostra esperienza, perché sarebbe una delusione, ma anche un grosso dolore, dover mettere la parola fine a una storia che va avanti da tre generazioni e che noi abbiamo vissuto sin da bambini, frequentando ogni giorno la bottega». Possono comunque dormire sonni tranquilli i fratelli Tomei, visto che da qualche tempo, Francesca, figlia di Paola, sebbene laureata in scienze delle produzioni animali, collabora con mamma e zio, occupandosi del punto vendita aperto due anni fa in via San Girolamo.

Nel negozio di corso Garibaldi, dotato di due ampie vetrine ai lati dell’ingresso, si tratta invece prevalentemente oreficeria tradizionale. Oggetti e gioielli in oro e pietre preziose, pietre dure importate direttamente da tutto il mondo, monili di produzione artigianale, un vasto assortimento di articoli da regalo e orologi delle marche più prestigiose. Ma anche un’ampia gamma di prodotti in argento, metallo da sempre ritenuto uno dei punti di forza dell’azienda Ghiselli, proposti nelle più svariate versioni e spesso accompagnati a cristalli e pelle.

A tutto ciò, negli ultimi tempi l’oreficeria Ghiselli ha aggiunto alcune novità che le hanno permesso di farsi conoscere ben oltre le Mura. La più recente riguarda la collaborazione, iniziata tre anni fa, con la Fondazione Carnevale di Viareggio che le ha commissionato in esclusiva il Burlamacco in oro, argento e bronzo, da assegnare ai carristi vincitori e agli ospiti della manifestazione. Così, per uno strano gioco del destino, i premi destinati all’evento principe di Viareggio, arrivano sulla costa proprio da un negozio situato nella strada dove, ai primi dell’Ottocento, ebbe inizio quel Carnevale che poi i lucchesi avrebbero “regalato” ai viareggini.

Ma l’oreficeria Ghiselli è anche esclusivista della linea di gioielli e i camei rappresentanti le donne delle opere di Giacomo Puccini che da cinque anni, insieme ai busti in argento del Maestro, campeggiano in uno stand all’interno del teatro di Torre del Lago, durante la rappresentazione degli spettacoli estivi. Arrivano dalle abili mani degli artigiani dell’azienda Ghiselli anche le medaglie e i riconoscimenti in oro e argento raffiguranti il Volto Santo che i Lucchesi nel Mondo, da oltre dieci anni, consegnano durante le cerimonie all’estero. Che si appresta a compiere il mezzo secolo di vita, senz’altro testimoniato dalla firma dei Ghiselli, ai quali si deve anche la realizzazione del quadro con l’effige del Volto Santo donato due anni fa a Papa Francesco.

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