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Vaccini, il sindaco scrive ai presidi: garantire l’istruzione

Vaccini, il sindaco scrive ai presidi: garantire l’istruzione

Il Comune di Lucca invita i dirigenti a seguire quanto fatto per gli asili nido. Ma resta il dubbio su cosa succederà il 10 marzo a chi non sarà in regola

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LUCCA. Ieri mattina i dirigenti degli istituti comprensivi nel territorio comunale di Lucca si sono visti recapitare una lettera firmata dal sindaco Alessandro Tambellini. Oggetto della missiva la scadenza del 10 marzo per mettersi in regola, da parte delle famiglie, per le vaccinazioni dei propri bambini.

Lo scopo dell’amministrazione è invitare a seguire una linea ben precisa: consentire la prosecuzione della scuola anche a chi non ha completato il percorso delle immunizzazioni obbligatorie, purché presenti la richiesta di vaccinazione fatta all’Asl. La parola chiave, qui, è “invitare”. Perché la lettera del sindaco è finita in mano a dirigenti sui quali l’amministrazione comunale non ha poteri vincolanti. Non siamo, dunque, nel caso degli asili nido (da 0 a 3 anni), che dipendono direttamente dal Comune. In quest’ultimo caso i genitori hanno ricevuto una lettera dall’amministrazione che, oltre a ricordare la scadenza, spiegava come mettersi in regola: con la certificazione di aver effettuato tutto il ciclo, oppure con quella di immunizzazione già avvenuta o, come ricordato, con la presentazione della richiesta di appuntamento all’Asl.

Il sindaco Tambellini, nella sua lettera, invita i dirigenti delle scuole per l’infanzia (da 3 a 6 anni) a «valutare l’opportunità di considerare valido» lo schema adottato per i nidi. Perché, ha spiegato in consiglio comunale Tambellini, «la ratio del decreto legge che mira a garantire una copertura vaccinale tale da preservare l’immunità di gregge, va contemperata con la continuità dell’istruzione».

Niente di diverso, d’altra parte, di quanto scritto nel parere inviato dal ministero della salute all’associazione dei Comuni che, appunto, elenca le modalità che le famiglie hanno per mettersi in regola in vista della scadenza.

Il ministero, però, scrive anche qualcos’altro. Che genera un gigantesco “non detto”. Si precisa infatti che «dopo il 10 marzo prossimo sarà precluso l'accesso ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia ai soli minori, i cui genitori/tutori/affidatari non siano in regola neppure con tale adempimento (cioè aver prenotato la vaccinazione per una data successiva al 10 marzo, ndr)».

Il ministero, dunque, prevede che chi è in difetto totale non possa più entrare in aula. E se per i nidi il Comune ha la possibilità di decidere in autonomia (eventualmente anche andando contro le indicazioni del ministero), per le materne la decisione ultima spetta ai dirigenti. E allora potrebbe accadere che lo slogan «nessuno sia lasciato a casa», che accomuna praticamente l’intero consiglio comunale resti - appunto - soltanto uno slogan. (l.c.)

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