Il Tirreno

Lucca

I migranti, le malattie e i pregiudizi da sfatare

di Marco Tirinnanzi
I migranti, le malattie e i pregiudizi da sfatare

Incontro al Cred con gli esperti dell’Asl: più che portatori di nuove patologie i profughi sono potenziali vittime di mali nostrani come morbillo e rosolia

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LUCCA. Un incontro, quello tenutosi venerdì 16 febbraio al Cred (Centro Risorse Educative e Didattiche) in via Sant'Andrea, anche per mettere a tacere quelle dicerie infondate, strumentalizzate spesso in campagna elettorale, che vedono i migranti quali portatori di nuove e incurabili malattie, che andrebbero a colpire sacche importanti di popolazione, in Italia come in Europa. Niente di tutto questo: i profughi, che scappano dalle guerre e dalla fame che attanaglia l'Africa subsahariana, e che giungono sulle coste italiane, hanno con sé nient'altro che bagagli pieni di speranza; senza nessuna valigia speciale piena zeppa di patologie inguaribili, con la quale costringere a letto il BelPaese.

I dati infatti, in possesso di alcuni medici e dirigenti dell'azienda sanitaria – tra cui il dottor Alberto Tomasi, responsabile della prevenzione dell’Asl Toscana Nord Ovest – sottolineano come non ci siano evidenze di diffusione pratica di patologie, di qualsiasi tipo, imputabili ai migranti. Chi arriva qua, lo fa dopo una sorta di selezione naturale: coloro che partono spesso sono quelli, ritenuti dalle proprie famiglie, più adatti e idonei a percorrere le migliaia di chilometri per arrivare in Libia e da lì salpare verso l'Italia: una specie di "investimento" a lungo termine che permette, anche, di ammortizzare il costo del viaggio. Una volta giunti al di qua del canale di Sicilia, il problema però si pone al rovescio: la resistenza che gli offre la possibilità di superare indenni la traversata, non gli garantisce di essere al riparo dalle malattie più diffuse in Europa: il morbillo o la rosolia, per esempio.

I migranti, in Africa, non vengono sottoposti ad un ciclo di vaccinazioni, e hanno carenza di anticorpi: è probabile che si ammalino qui. Ma le malattie a cui vanno più spesso incontro, secondo il parere degli esperti dell'Asl Toscana Nord Ovest, non sono, per la maggior parte, a carattere contagioso, ma di tipo psicologico: non dormono, e si grattano come forsennati. Frenesia che deriva da una serie di disturbi post-traumatici da stress, causati dalla mancanza di sonno, reso difficoltoso dal viaggio.

Per l'amministrazione comunale era presente l'assessora alla cooperazione internazionale Lucia Del Chiaro, che ha visto nell'incontro, un bel segnale per comprendere più a fondo i problemi che vessano l'Africa a sud del Sahara. «È stata una bella iniziativa, che aveva l'intento di comprendere ciò che succede non lontano dal nostro Paese: un'occasione per capire di più, e non dare ascolto ai pregiudizi».

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