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Inchiesta doping, la procura indaga un altro genitore

LUCCA. Caso doping, iscritto nel registro degli indagati il genitore di un altro corridore della squadra di ciclismo gestita dalla famiglia Franceschi. Altri genitori (probabilmente un paio) verranno...

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LUCCA. Caso doping, iscritto nel registro degli indagati il genitore di un altro corridore della squadra di ciclismo gestita dalla famiglia Franceschi. Altri genitori (probabilmente un paio) verranno indagati nei prossimi giorni. Nei loro confronti l’ipotesi di reato è di aver favorito l’acquisto e la somministrazione di farmaci proibiti ai giovani ciclisti. Figli compresi.

Come annunciato nei giorni scorsi, continua ad allargarsi l’inchiesta della procura di Lucca, coordinata dal pm Salvatore Giannino. Un lavoro investigativo condotto dalla squadra mobile e durato mesi che ha scoperchiato il vaso di pandora del ciclismo. Un vaso pieno di Epo e di altre sostanze proibite, che i dirigenti della società lucchese procuravano a giovani corridori desiderosi di migliorare le proprie prestazioni sportive. Un gioco pericoloso anche per la salute, tant’è che a far partire l’indagine è stata proprio la morte improvvisa del figlio d’arte Linas Rumsas, 21enne corridore categoria Elite, morto improvvisamente il 2 maggio 2017 a causa di un male su cui non è ancora stata fatta piena luce.

«Chi sa parli. E non tra un mese: subito!», aveva tuonato il procuratore Pietro Suchan durante la conferenza stampa in cui veniva data la notizia della maxi indagine che ha portato anche sei indagati agli arresti domiciliari. Ma nessuno in questi giorni ha bussato alla porta della procura e tantomeno a quella della squadra mobile. Un muro di omertà e silenzi che certo non fa bene al mondo del ciclismo, che di fronte all’attacco della giustizia si è chiuso a riccio, quasi sulla difensiva.

Ma anche senza la collaborazione di chi questo mondo lo popola e lo vive, la procura va avanti: la prossima settimana gli investigatori della squadra mobile, diretta dal commissario capo Silvia Cascino, inizieranno a interrogare gli indagati, il cui elenco – dopo le ultime aggiunte – arriva a sfiorare le 20 persone. Ci sono i giovani corridori della squadra gestita dalla famiglia Franceschi, i loro genitori e altre figure che ruotano attorno all’universo del pedale.

(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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