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Ammanco milionario a rischio prescrizione

Ammanco milionario a rischio prescrizione

Soldi di Acque Spa scomparsi a Lugano: i responsabili fuggiti all’estero potrebbero restare impuniti

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CAPANNORI. Una vecchia storia che i tempi infiniti della giustizia rende attuale. Della coppia in fuga con la cassa di Acque Spa non si ricorda quasi più nessuno. Era l’agosto 2007 quando dalla sede di Ospedaletto partirono diversi bonifici su conti bancari aperti a Montecatini e Larciano che poi presero il volo verso i forzieri di Lugano. Un ammanco di 1,8 milioni, 900mila euro dei quali recuperati. Il resto volatilizzato con la coppia, ancora latitante, per la quale in primo grado a Pisa nel maggio 2012 il Tribunale pronunciò una sentenza di condanna a 7 anni e 10 mesi per peculato in concorso e falso materiale in scrittura privata. Emanuele Enrico Busetta, 54 anni, ultima residenza conosciuta a Monsummano, e Laura De Liso, 50 anni, originaria di Santa Margherita, a Capannori, sono spariti. Su entrambi pende ancora un ordine di arresto mai eseguito. Le tracce portarono gli investigatori a localizzare tra Panama e Santo Domingo le presenze dei due che da anni non stanno più insieme. Busetta aveva un’attività di noleggio elicotteri in Costa Rica. Il 4 dicembre 2007 avevano aperto una società mercantile a Panama, la Lucky Pearl Group Inc. Il presidente e direttore era Busetta, “ingegnere” con la terza media e il pallino per l’elettronica, mentre nel doppio ruolo di segretario e tesoriere figurava la contabile De Liso. E un’altra società, la Lakeville Sa, risultava costituita alla Camera di commercio di Santo Domingo e intestata alla coppia.

Dopo un rinvio per un’incompatibilità tra i giudici, la Corte d’Appello ha fissato di nuovo l’udienza a fine giugno per celebrare il secondo grado. L’ex coppia, non più di cuore, ma unita dal concorso dei reati contestati, non sarà in aula. Presentarsi significherebbe finire in cella. Bastano i contatti con i legali.

Del malloppo è rientrato quasi un milione di euro. Quello che manca è stato coperto dall’assicurazione di Acque Spa, tutelata dall’avvocato Stefano Del Corso nella costituzione di parte civile.

Soldi a parte, l’eventualità che i due siano graziati dalla prescrizione non è campata in aria. Il duello legale tra accusa e difesa non è tanto sui fatti, evidenti. Quello che conta è la qualificazione del reato. Per procura e parte civile la natura giuridica di Acque Spa fa dell’ex impiegata Laura De Liso un’incaricata di pubblico servizio. E allora l’ipotesi del peculato porterebbe la prescrizione almeno a 12 anni e mezzo (febbraio 2020). Un tempo utile per arrivare a una sentenza definitiva. La difesa dà forza alle sue tesi per far derubricare il reato in truffa e appropriazione indebita con una prescrizione di 7 anni e mezzo. Un risultato che per i due imputati significherebbe azzerare il fronte penale senza rischiare più la galera. Tra latitanza, mancato arresto e i tempi smisurati della giustizia alla fine nessuno li cercherebbe più. (p. b.)



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