Attenzione
La rivoluzione del ’68 rivive a Villa Bottini
Nel programma d’iniziative che partono da domani anche l’occupazione studentesca di 41 anni fa dell’antico palazzo
LUCCA. Un programma di iniziative gratuite lungo 15 giorni per ricordare quell'occupazione di 41 anni fa a Villa Bottini, dove le differenze si azzeravano e ogni occasione era un momento di confronto, di dibattito. Ribelli al coprifuoco ideologico, i panchinari di via Roma (mutuati dal movimento punk britannico) che si riunivano nei circoli, intorno ad un bicchiere di vino, scelsero la Villa (poi divenuta proprietà del comune di Lucca), quello scrigno abbandonato di cui posseggono ancora le chiavi, una sorta di nemesi se si pensa ai tumulti che squassarono la placida tranquillità della Lucca del tempo, perbene, e perbenista. L'Associazione «Il tram dalle mille finestre», nata nel 2016, nell'ambito della XXIX mostra della antiche camelie della lucchesia, si prepara a due settimane, dal 16 febbraio al 25 di marzo, in cui ci sarà spazio per ripercorrere, anche con la memoria, quella spinta rivoluzionaria che generò una sorta di isola che non c'è, proprio nel cuore della città. In mezzo alla carrellata di eventi, spicca, sabato 17 febbraio alle 21, un omaggio a Fabio Neri, direttore d'orchestra di Massa Pisana, recentemente scomparso, il quale partecipò attivamente all'occupazione della villa, nel 1977. A lui, il Gruppo Maderna di Paolo Tommasi, noto contrabbassista lucchese, assieme a Fabrizio Giovannelli, Carlo Benvenuti e Alessio Bacci dedicherà un concerto con le arie, tra gli altri, di Gaetano Luporini e del compositore giapponese Fukushima. Il 18 invece, sempre alle 21, altra occasione da non perdere: di nuovo Paolo Tommasi, al piano, alle prese anche, con le due quartine forse più irriverenti, del maestro Puccini: "Cacca di Lucca": un graffio che è anche una carezza, per la sua città. «Uno spunto sul quale riflettere - spiega Tommaso Panigada uno dei promotori dell'associazione - su quello che è il valore della cultura, degli eventi». La settimana seguente invece, un momento di riflessione a carattere storico, che tenta la ricostruzione della memoria di quello che fu il movimento studentesco e giovanile a Lucca, a cavallo tra il '68 e il '70. Un lavoro che si basa sulla documentazione (archivi e foto d'epoca), ma anche su testimonianze scritte, a carattere personale. Con una doppia valenza, intima ed obiettiva. «Abbiamo selezionato già parecchio materiale - spiega Virginio Bertini, altro organizzatore- ritrovato grazie al "Centro di documentazione di Lucca", voluto dal prof. Andrea Polcri. C'è la volontà di ricostruire una cronologia di eventi, per capire, davvero cos'è stato il '68 a Lucca». Una volontà storica nella quale s'inscrive, venerdì 23 febbraio alle 18, la presentazione del libro «I ribelli. Memorie del Sessantotto all'Università Cattolica», curato da Sofia Sandreschi: una raccolta di testi con un'inedito protagonista: quel Mario Capanna, leader e anima del movimento giovanile, formatosi proprio in una delle più rinomate università private d'ispirazione cattolica. Villa Bottini torna ad essere uno spazio aperto, di condivisione e di lettura, sabato 24 alle ore 19, della prosa di Cesarano e Lugano, autore nostrano a quattro mani di "Carconia", un nuovo modo di far scrittura, nato proprio a Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
