Il Tirreno

Lucca

Vaccini, 2.650 bambini ancora non in regola

di Federica Scintu
Vaccini, 2.650 bambini ancora non in regola

La situazione a meno di un mese dalla scadenza fissata al 10 marzo Comuni divisi su come gestire i “renitenti”: Capannori morbida, Lucca più dura

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LUCCA. La corsa al vaccino c’è stata ma, a un mese dalla scadenza dei termini per mettersi in regola, nel territorio dell’ex Asl 2 sono ancora 2.650 i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni a non aver effettuato le vaccinazioni obbligatorie. Un dato estrapolato dall’anagrafe vaccinale che, come precisano dall’Asl, «è un po’ in eccesso» ma è l’unico che di fatto ci consente di fare un paragone con quello raccolto a inizio settembre dello scorso anno quando i bambini non in regola con le dieci vaccinazioni obbligatorie secondo la legge Lorenzin (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella), erano 4.886 su una popolazione scolastica 0-6 anni di 13.908 bambini (fonte Istat 2017).

«Questo è un dato un po’ “sporco” – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Nord Ovest – diciamo che è sovrastimato perché comprende ad esempio anche chi ha effettuato le prime dosi del vaccino ma non lo ha ancora ultimato. In più, visto che le vaccinazioni vengono effettuate anche dai pediatri, può essere che non tutti abbiano inserito i dati in versione digitale per non parlare di chi risulta essere residente nel territorio di competenza dell’Asl ma in realtà non abita qui. Detto ciò comunque in cinque mesi quasi la metà dei bambini che non erano in regola ora lo sono e questo è stato un effetto positivo della legge. Nello specifico con il vaccino quadrivalente non sono in regola 2.070 bambini tra Lucca e la Piana e 580 nella Valle mentre con l’esavalente non sono in regola 1.450 bambini tra Lucca e Piana e 382 nella Valle».

Sale la copertura. Sempre secondo i dati in possesso dell’Asl, la copertura vaccinale sul territorio in questi ultimi mesi è comunque aumentata: del 2% per quanto riguarda il vaccino esavalente (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B) e del 4% per il quadrivalente anche se non è stata ancora raggiunta per nessuno dei due la soglia del 95%, quella che l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda affinché sia assicurata “l’immunità di gregge”, ovvero quella particolare condizione che consente anche agli individui non vaccinati di godere dei benefici dell’immunizzazione.

«Per quanto riguarda l’esavalente il dato ufficiale della copertura a oggi è del 94% - spiega ancora Tomasi – mentre per il quadrivalente che comprende morbillo, rosolia, varicella e parotite, dall’88% siamo al 92%. Il dato numerico preciso lo avremo solo a inizio marzo, qualche giorno prima della scadenza dei termini previsti. Per il morbillo c’è stato un numero maggiore di richieste probabilmente anche perché lo scorso anno qui nel nostro territorio ci sono stati venti o trenta casi e quindi la paura ha influito».

Si muovono le scuole. Intanto alcune scuole hanno già inviato una comunicazione ai genitori nella quale si ricorda che entro il 10 marzo è necessario presentare l'attestazione di avvenuta vaccinazione rilasciata dall’Asl o la copia della formale richiesta di vaccinazione. E questo potrebbe causare, nelle prossime settimane, un boom di accessi ai distretti sanitari. «In realtà – precisa Tomasi – non ci sono tempi lunghi di attesa né per chi intende vaccinarsi né per chi deve ritirare l’attestato di avvenuta vaccinazione. Il grosso vantaggio è che stanno vaccinando anche i pediatri quindi questo ha consentito che non si intasassero i distretti. Diciamo che in questi mesi il pienone non c’è mai stato ma certo nelle prossime settimane ci aspettiamo un numero maggiore di richieste. Al momento comunque non ci sono liste d’attesa né per vaccinarsi né per i colloqui e nel giro di pochi giorni si riesce ad avere l’appuntamento o a ritirare l’attestato».

Ammessi o esclusi? La documentazione che testimonia la regolarità vaccinale (o la copia della richiesta di effettuazione delle vaccinazioni con appuntamento fissato oltre la data del 10 marzo) di fatto è obbligatoria per la permanenza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia – pena l’esclusione dal servizio - mentre per le scuole di grado superiore, nel caso non si fosse in regola, è prevista una sanzione tra i 100 e i 500 euro. Questo è quanto è stato ribadito dal ministro Lorenzin lo scorso 3 febbraio in una lettera di risposta all’Anci che chiedeva chiarimenti sulle norme da seguire per nidi e materne dopo il 10 marzo. Sarà precluso l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia ai soli minori – si legge nella risposta della Lorenzin – i cui genitori/tutori/affidatari non siano in regola neppure con la documentazione che attesti l’appuntamento con l’Asl per la somministrazione del vaccino. Ed è questa, stando a quanto dichiara l’assessore ai servizi educativi, Ilaria Vietina, la linea alla quale si atterrà anche il Comune di Lucca per quanto riguarda gli asili nido. «In base alle precedenti comunicazioni e a una serie di stime – dice Vietina – il 92-93% dei genitori con bambini iscritti ai servizi 0-3 anni, quelli di nostra competenza, ha presentato la documentazione richiesta. In tutto gli iscritti sono circa 400. Va precisato che dal 10 marzo le autocertificazioni non valgono più e noi seguiamo la linea dell’Anci». Lo stesso invece non vale per il Comune di Capannori dove, grazie a un atto di indirizzo votato all’unanimità in consiglio comunale, anche i bambini non vaccinati potranno concludere l’anno scolastico nelle scuole e nei nidi d’infanzia del territorio.

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