Attenzione
Poche messe, la soluzione da Castelnuovo
Mancano i preti: se a Bagni è scoppiata la polemica, in Garfagnana sono i laici a sopperire. Il racconto di don Angelo
BAGNI DI LUCCA. Pochi religiosi, poche messe e protesta di una parte della comunità. Il caso di Bagni di Lucca sta assumendo rilevanza nazionale, anche perché è sintomatico di un problema che non è solo di quest’angolo della Valle del Serchio, ma che interessa un po’ tutta la comunità cattolica italiana, alle prese con la prima conseguenza diretta della crisi delle vocazioni: l’assenza di preti appunto (e quindi il taglio delle celebrazioni).
E mentre i fedeli di Bagni si dividono in due fazioni, con tanto di proposta di scrivere al Papa per lamentarsi della presenza di un solo parroco per tutto il territorio, dalla stessa valle arriva una possibile idea per affrontare il disagio, che poi è la stessa suggerita dal vescovo Italo Castellani durante l’incontro con i fedeli di Bagni. Un’opportunità, per chi è credente, di vivere con ancor maggiore forza la propria fede.
È l’esempio, che arriva da Castelnuovo, di come la comunità dei fedeli, seppur laici, possa rimboccarsi le maniche e sopperire alle difficoltà del progressivo calo del numero dei sacerdoti. Su un territorio altrettanto grande, che va da Arni a Sassarosso, a Castelnuovo ci sono 16 parrocchie (contro le 8 di Bagni di Lucca) e i parroci rimasti sono tre: don Angelo Pioli, don Alex Martinelli e don Michele Fambrini. Questi sacerdoti seguono anche i gruppi giovanili della Garfagnana e don Fambrini è pure responsabile della Caritas.
«L’unità parrocchiale di Castelnuovo sa che ci siamo, sempre – spiega don Angelo – ma i parrocci tendono a diminuire e le parrocchie ad aumentare. Questa difficoltà deve essere una occasione propizia per far capire a ogni credente che è finito il tempo del cristianesimo passivo, quando tutti sapevano che “in chiesa il prete c’era”. È arrivato il momento di prendere atto che ognuno può essere capace di promuovere la parola di Dio, proprio come i discepoli. Mancano le chiese aperte? Forse mancano anche i fedeli. Queste piccole realtà sono una grande ricchezza rispetto alle parrocchie più grandi, ed è proprio in questo momento che può nascere e divulgarsi il vero senso del Cristianesimo».
A Castelnuovo, anche se si sono avvertiti disagi nelle chiese dove il parroco non abita più, è emerso un grande spirito di collaborazione da parte dei laici e non si avverte il disagio che si sta vivendo a Bagni. Ci sono gruppi di riferimento creati da giovani e non, e da ministri dell’Eucarestia. «Abbiamo persone – aggiunge il parroco – che garantiscono momenti di incontro e di preghiera, che si muovono e che portano sollievo e conforto anche in caso di malattie e decessi. Persone che hanno scoperto che “non tutto è dovuto”. Questo gruppo si chiama “I lievito”, si muove e interagisce con i residenti delle 16 parrocchie». C’è poi un secondo gruppo, quello “della consolazione” che si adopera per i rosari, quando muore qualcuno e nelle situazioni di sofferenza e disagio. Alcuni laici del gruppo si recano regolarmente nelle case di riposo e almeno una volta alla settimana viene garantita la presenza dei laici in ogni parrocchia. Un modo di affrontare il problema che ancora non pare del tutto condiviso a Bagni di Lucca.
Mentre dalla Curia è arrivata la comunicazione di uno studio per una prossima definizione della presenza sul territorio, molti fedeli si chiedono come poter migliorare la situazione. Alcuni hanno detto di voler scrivere una lettera a Papa Francesco, ma sembra non esserci ancora niente di concreto. Dopo l’incontro che si è tenuto, con toni molto alti, con monsignor Castellani a fine gennaio, e dopo l’affissione dei cartelli sarcastici sulle porte delle chiese chiuse, la comunità pare divisa in due.
Nell’incontro l’arcivescovo fu accusato di voler fare a scaricabarile, mentre alcuni presenti gli consigliarono di cercare qualche frate da portare a Bagni di Lucca. Non mancano però volontari che da tanti anni si adoperano per la comunità di Bagni: laici assidui e con tanta voglia di fare che confidano nelle parole di don Castellani, e anche nel messaggio di don Raffaello Giusti, il sacerdote rimasto nella cittadina termale: «Sta a ognuno di noi muoversi in modo da portare più persone possibile in chiesa, per promuovere la parola di Dio». Il territorio di Bagni è molto esteso e oltre a don Raffaello ci sono don Mario Tolomei nelle parrocchie di Benabbio e Lugliano e don Franco Vitali per la zona di San Cassiano, della Controneria e di Vico Pancellorum. Fanno il possibile, ma l’aiuto dei laici risulta ormai indispensabile. Castelnuovo può essere un esempio da seguire?
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