La manifestazione
Scritte fasciste sui murales la denuncia di Menesini
Il raid vandalico nel sottopasso di Paganico, nello spazio riservato ai graffitari Il sindaco ribatte: «Continueremo a colorare Capannori, non ci fermerete»
CAPANNORI. Simboli nazisti e offese alle forze dell’ordine e ai “rivali” pisani. Un concentrato di odio, sotto forma di scritte e simbologie: così ignoti vandali hanno deturpato i disegni di alcuni murales realizzati a Capannori da artisti del territorio, nel sottopasso di Paganico concesso ai ragazzi del corso sui graffiti promosso dal Comune: uno spazio libero per esprimere la loro creatività e promuovere messaggi a favore dei diritti civili, della pace e dell'impegno sociale.
Le scritte (“pisano ebreo”, “Digos boia” e una svastica, il simbolo nazista più conosciuto) sono state scoperte domenica sera. Scritte che hanno anche una firma – la cui autenticità è ancora tutta da verificare – quella del gruppo “La meglio gioventù”.
A denunciare il raid, segnalato dagli autori dei disegni, è stato il sindaco Luca Menesini che dal proprio profilo Facebook ha condannato il deplorevole gesto. «C'è chi l'arte, la bellezza, il decoro urbano proprio non li sopporta – ha scritto il primo cittadino – Sono quattro anni che siamo impegnati, come amministrazione, insieme ai writers del territorio per abbellire I nostri paesi, con murales che tolgano un po' di grigio in giro e ci diano colore, creatività, luoghi belli come I cittadini meritano. E poi ecco che di notte arrivano loro, i vandali incivili, che imbrattano la bellezza fatta da giovani artisti perché proprio non ce la fanno a vedere la bellezza. Beh, cari vandali – ha concluso – noi andiamo avanti. Non ci fermerete». Poi invita l’assessore alle politiche giovanili Lia Chiara Micciché, che ha portato avanti il progetto, a “colorare Capannori e farla sempre più bella”.
Le scritte, nei prossimi giorni, saranno cancellate e "coperte" da altri disegni. Mentre alcune città hanno deciso di sanzionare e denunciare i writers, Capannori ha scelto una strada opposta, quella di valorizzare, in modo legale, questa forma di arte, sposando l’iniziativa dei “graffitari” di colorare spazi e luoghi spesso trascurati e spazi pubblici per valorizzare la creatività giovanile. Da grigi e imbrattati i muri diventano espressione di creatività, un museo dell’arte di strada. E così, dopo il “murales dell’amore”, un papero innamorato, realizzato sul muro del municipio (adesso lo stesso muro ospita i murale dedicati a don Aldo Mei, Carlo Piaggia, Santa Gemma e Lorenzo Nottolini) i novelli Banski, un gruppo di artisti locali, hanno colorato i sottopassi di Tassignano e Paganico. E in futuro nuovi spazi artistici.
Non è il primo caso del genere a Capannori. Qualche mese fa alcune svastiche erano comparse lungo la strada tra Segromigno in Monte e San Colombano: nel mirino due cabine dell'energia elettrica ed uno spazio pubblicitario in disuso. (n.n.)
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