Proteste
A Gallicano meno migranti
Arrivano i fondi per lo Sprar, saranno chiusi i centri di accoglienza
GALLICANO . Meno Cas, più Sprar, e soprattutto una gestione diretta del flusso dei rifugiati politici ospitati sul territorio comunale. Anche a Gallicano, come nella vicina Fabbriche di Vergemoli, arrivano fondi a pioggia per il progetto Sprar. Ben 600mila euro spalmati in tre anni, che consentiranno di accogliere e monitorare ben 14 rifugiati politiici riconosciuti come tali, e riducendo di due terzi il numero degli attuali richiedenti asilo.
Quindi, ci saranno meno ospiti, ma soprattutto gestiti da un soggetto privato incaricato di attuare il progetto di inserimento sociale. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (conosciuto come Sprar) consente di superare lo stallo dei classici centri di accoglienza temporanea, dando possibilità diretta alle amministrazioni comunali di incidere sul proprio territorio: ACon lo Sprar si consentirà di ridurre il numero di richiedenti asilo presenti sul territorio comunale mediante l'attivazione della clausola di salvaguardia scrive il sindaco David Saisi sul gruppo Facebook di Gallicano News -, per migliorare l'integrazione, per avere un maggiore controllo su chi abbiamo sul territorio e su ciò che fa».
I numeri sono freddi, ma rendono l'idea: «Gallicano, da sempre riconosciuto come paese accogliente - prosegue Saisi -, vede oggi sul proprio territorio comunale circa 40 richiedenti asilo collocati in due Centri di accoglienza straordinari situati a Bolognana per 10 persone, e Panicaia con circa 10 persone». Il ministero dell'Interno, con circolare dell'11 ottobre 2016, stabilisce che nel momento in cui il numero di posti Sprar soddisfi la quota assegnata a ciascun comune le prefetture si devono adoperare affinché i Cas presenti sul territorio comunale vengano ridotti fino al raggiungimento della predetta quota. Per Gallicano, al momento, la quota è 14 persone. Il soggetto incaricato di gestire il progetto è stato individuato nel Consorzio Co&So - Consorzio per la cooperazione e solidarietà. Il sindaco Saisi ha chiesto all'azienda di sviluppare una rete di alloggi integrata, per evitare di ammassare tutti i 14 ospiti in una sola struttura: «Riteniamo che sia maggiormente indicato, per favorire una più veloce integrazione, che i migranti vivano in appartamenti da al massimo 4/5 persone, distanti fra di loro e che possano raggiungere i luoghi in cui avverrà la formazione (presumibilmente il Ciaf) in tempi brevi e possibilmente a piedi».
Nicola Bellanova
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