Il dolore
Villa Santa Maria, Cgil e Uil non interessate ai privati
LUCCARsa, i sindacati si dividono su Villa Santa Maria: Cgil e Uil non interessate ad aprire al privato. In una nota le due organizzazioni fanno il punto sulla vicenda delle case di riposo del Comune...
LUCCA
Rsa, i sindacati si dividono su Villa Santa Maria: Cgil e Uil non interessate ad aprire al privato. In una nota le due organizzazioni fanno il punto sulla vicenda delle case di riposo del Comune di Lucca. I fronti aperti sono diversi. . Il primo punto è quello degli esuberi: «Sono derivanti dalla concessione delle Case di riposo di monte San Quirico e Pia Casa – recita una nota di Cgil e Uil – C'è un impegno del Comune a ricercare soluzioni nell'ambito più ampio degli affidamenti pubblici, col supporto dal Centro per l'impiego di Lucca. A nostro avviso, il Comune non sta rispettando le intese sottoscritte. Come Cgil e Uil abbiamo già attivato i nostri legali che metteremo a disposizione delle lavoratrici che hanno perso il lavoro unicamente per scelte amministrative».
L’altra aspetto riguarda le concessioni della Pia casa e di Monte San Quirico: «Come ampiamente previsto e denunciato in fase di aggiudicazione – si legge in una nota dei due sindacati – i livelli dei servizi sono drasticamente scesi e con essi la qualità del lavoro delle operatrici. Non siamo soddisfatti delle risposte fin qui avute dal Comune e dalla cooperativa concessionaria e stiamo ultimando un controllo degli orari del personale».
Su Villa Santa Maria, dove ci sono 50 lavoratori col fiato sospeso, la posizione di Cgil e Uil si distingue da quella della Cisl che nei giorni scorsi ha aperto all’ipotesi dei privati. «Abbiamo avuto un incontro unitario (Cgil. Cisl e Uil) con sindaco, assessore e dirigente. Le organizzazioni sindacali in quell'occasione hanno unitariamente privilegiato una soluzione che veda un percorso pubblico e dove l'amministrazione non faccia gli errori già perpetrati nella vicenda delle concessioni precedenti. Soluzione pubblica significa un appalto o in subordine una concessione (viste le garanzie apportate dalla nuova legge di regolamentazione sugli appalti che omologa la concessione all'appalto nel passaggio di personale) dove vengano garantiti i livelli di assistenza, dove si garantiscano i posti di lavoro anche attraverso l'utilizzo di strumenti di flessibilità e di ammortizzatori previsti dalla legge e dove si stabiliscano regole di durata e di reale possibilità di ristrutturazione dell'immobile, che siano congrue per le società che parteciperanno alla gara. Non abbiamo quindi nessun interesse a fare aperture general generiche al privato (Chi sarebbe poi il privato?) rispetto agli interessi delle lavoratrici. Se il Comune ha cambiato impostazione – conclude la nota – ci convochi per ricercare e mettere in atto nuove strategie a salvaguardia delle lavoratrici. Basta però con errori e proclami».
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