Il Tirreno

Lucca

«Quello da anni usa il Gh, costa poco e rende»

«Quello da anni usa il Gh, costa poco e rende»

Colloquio tra il ds Frediani e un corridore indagato sui farmaci da utilizzare prima delle corse

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LUCCA. Con il gps installato su un’ammiraglia del team GFDD la polizia per mesi ha controllato spostamenti dei componenti della squadra ascoltando ciò che si dicevano corridori e direttori sportivi. Ne viene fuori un quadro desolante per tutto il movimento delle due ruote.

USARE IL JOLLY

In un’intercettazione sul’ammiraglia il diesse Elso Frediani e il corridore Matteo Alban parlano del doping.

Alban: «Ma che c... prendono secondo te Elso per….».

Frediani: «IGFI».

Alban: «Bisogna fare la cura?». Frediani: «Fanno quella, la usano come jolly (la bomba), basta saperlo. Lo provano un paio di corse e dopo si regolano come farlo come jolly perché a uno agisce in una maniera e a uno in un'altra. Quello (riferito al corridore...omissis) è molto bravo ad usare l’IGFI perché ormai sono 10 anni che lo usa quando ha ricominciato a vincere le corse lui manda a quello e basta…»

Alban: «Ho guardato ieri in corsa un ex compagno di squadra che avevo vicino alla partenza. Aveva tutti buchi sul braccio». Frediani: «Quello che usa da 10 anni le robe tradizionali rischia di continuo. Usa tanto Gh sino al tempo della corsa. Costa poco e rende tanto».

Alban: «E distrugge tanto».

Frediani: «Anche perché quando lo chiamai nella mia squadra che aveva vinto due corse mi disse che voleva smettere di correre perché aveva problemi di erezione. Ed era un secondo anno (effetto collaterale dell’ormone della crescita, ndr)».

PADRE PADRONE

Da questa intercettazione ambientale i due interlocutori sostengono come il presidente Luca Franceschi induca i ciclisti a doparsi. L’intercettazione è tra il direttore sportivo Elso Frediani (dimissionario perchè pronto a entrare in un altro team come si evince dalle intercettazioni) e l’ex ciclista Rocco Fuggiano che non è indagato.

Fuggiano: «Lui (riferito a Franceschi) gioca con il futuro dei ragazzi. Io ci sono rimasto male perché ci credevo capito? Ho sopportato tante cose, le ho sopportate, ma non va bene. Ci sarebbe da dire troppe robe, lui ha esagerato, lui quella sera a tavola mi ha detto che mi avrebbe mandato via perché mi fa a me tu pensa che cammini solo con quella roba lì!!. Ti rendi conto di quello che mi stava dicendo?».

Frediani: «Quella roba lì va saputa fare!! È lì il bello, capito?» Fuggiano interrompe: «Poi me l’hai data tu (riferito a Franceschi), me l’hai data prima a me…»

Frediani: «Inutile falla. Il corridore prima si costruisce nella testa, poi nelle gambe e dopo lo puoi anche aiutare!! Ma se testa e gambe non ce le hai perché te l’hai mandato fuori fase, no..? Perché se te sei già fuori fase (riferito a Fuggiano) e lui (riferito a Franceschi) è già fuori fase guarda come gestisce il negozio!! Lui va avanti perché vende, no perché è organizzato. Sa fare bene a comprare e poi rivendere. Se no era già fallito con tutti i casini che faceva!!! Vende le biciclette e si scorda di riscuoterle!!»

CASA DEL DOPING

Sera del 27 luglio 2017. Due ciclisti fermano l’auto al civico 14 di via della Madonnina a Lunata di fronte alla casa di Narciso Franceschi, il padre di Luca, indagato per l’associazione a delinquere. Sono l’abruzzese ventenne Francesco De Felice e Gracjan. Entra in casa e dopo 10 minuti risalgono nell’ammiraglia dove il gps piazzato dalla polizia registra la conversazione. De Felice ha fatto appena un’endovena. È preoccupato, spaventato: «Madonna, mi continua ad uscire il sangue. Ora vado in ritiro che...».

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