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Condannato per la rapina alla massaggiatrice

Condannato per la rapina alla massaggiatrice

LUCCA. Un ingegnere informatico residente a Capannori è stato condannato in abbreviato davanti al gup Riccardo Nerucci a due anni e 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa per aver rapina e lesioni...

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LUCCA. Un ingegnere informatico residente a Capannori è stato condannato in abbreviato davanti al gup Riccardo Nerucci a due anni e 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa per aver rapina e lesioni ai danni di una massaggiatrice cinese che in quel momento era domiciliata in viale Castracani. Nei guai finisce un ingegnere di 32 anni, nato a Lucca, che all’epoca dei fatti venne arrestato dalla polizia. Era il 27 aprile quando, stando all’accusa, l’ingegnere colpì la donna, oltre che con calci e pugni con una sbarra di metallo lunga 30 centimetri al volto e in altre parti del corpo, in quanto la massaggiatrice cinese si era rifiutata di praticargli un rapporto sessuale. Non solo. Sempre secondo l’accusa il giovane avrebbe minacciato la donna orientale con una pistola di tipo e calibro imprecisato dicendole “ti ammazzo” in modo da ridurla all’impotenza e potersi impossessare della somma di 60 euro e di un telefono IPhone 7 sottraendoli alla donna cinese che li deteneva all’interno del centro estetico di viale Castracani dove lavorava assieme ad altre connazionali. La massaggiatrice finì in ospedale con un trauma cranico e contusioni cutanee multiple al polso sinistro e all’addome che vennero giudicate guaribili dai medici dell’ospedale San Luca in ventuno giorni. L’ingegnere fugge con una Golf grigio chiaro, ma due vigili urbani prendono il numero di targa e alla fine la polizia lo raggiunge e lo arresta.

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