Sicurezza
Villa Santa Maria, la Cisl preme: «Apriamo ai privati»
Ieri i circa cinquanta dipendenti si sono riuniti in assemblea anche in vista del consiglio comunale aperto del 13 febbraio
LUCCA. Sono forti i dubbi per il futuro della Rsa Villa Santa Maria di Lucca. Gli oltre cinquanta lavoratori sono col fiato sospeso. Ieri pomeriggio si sono riuniti in un'animata e partecipata assemblea - in vista anche del consiglio comunale a tema del 13 febbraio - al termine della quale hanno dichiarato di essere pronti «a iniziative che possano condurre a una soluzione chiara e positiva».
«Nonostante la situazione che ha visto recentemente coinvolte le due strutture di Monte San Quirico e Pia Casa, con più di 15 persone rimaste senza occupazione e con la Naspi che scade alla fine dall’anno 2018 - interviene la Fisascat Cisl Toscana Nord -, si prospetta una nuova problematica, forse ancora più grave della precedente per la struttura di Villa Santa Maria. Lanciamo un appello a tutte le autorità competenti: in un anno poco più, gran parte dei servizi dedicati alle persone sono stati ridotti. Questa operazione oltre al disagio per le famiglie che necessitano di assistenza per i propri congiunti ha generato una contrazione dell'occupazione nel settore socio assistenziale. Se ai quindici lavoratori rimasti senza impiego nelle strutture di Pia Casa e Monte San Quirico dovessero aggiungersi quelli di Villa Santa Maria, i posti a rischio disoccupazione sarebbe oltre sessanta. Sarebbero auspicabile che per Villa Santa Maria si trovassero soluzioni in grado di garantire il necessario sviluppo, anche ricorrendo a interventi che prevedono sinergie con il privato, valutando la possibilità di concessioni/affitti con cui investire nel terzo settore, perché Lucca continui ad avere i servizi necessari alla comunità e il tutto si traduca in posti di lavoro per le diverse professionalità interessate».
Sulla vicenda interviene anche il segretario generale Cisl Toscana Nord, Massimo Bani che invoca coerenza tra promesse e fatti. «La garanzia occupazionale e le azioni ad essa legate - sottolinea Bani- erano state uno dei temi più importanti della campagna elettorale di questa amministrazione. Come Cisl chiediamo che si mettano in piedi le azioni di coerenza conseguenti».
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