Il dolore
La Franceschi story
Sulla “famiglia del ciclismo” ora si allunga un’ombra nera
LUCCA. «Luca Franceschi? Un padre-padrone. All’interno della squadra comandava lui, soprattutto dopo l’addio di Frediani. Non accettava discussioni con noi ciclisti. Era un piccolo Hitler. Doping? No, con me non ne ha mai parlato, non gli stavo simpatico. Forse perché i miei risultati erano deludenti». Bastano queste poche parole di un ex ciclista della Gran fondo del diavolo, uno di quelli che correva assieme al povero Linas Rumsas e che per ovvie ragioni preferisce rimanere anonimo, per capire chi comandava all’interno della società dilettantistica finita nell’occhio del ciclone.
Solo ora, purtroppo, emerge il lato oscuro di una delle famiglie che occupa un posto di rilievo nella storia del ciclismo lucchese. Luca Franceschi, 51 anni, ha ereditato la passione per le due ruote dal padre Narciso. Entrambi sono finiti agli arresti domiciliari assieme alla madre e moglie Maria Luisa Luciani, la donna ripresa dalle telecamere della polizia mentre trasporta all’interno della abitazione di via della Madonnina una sporta piena di sostanze proibite. O almeno questo è quello che ritengono gli inquirenti.
La storia a due ruote dei Franceschi inizia decenni fa. Narciso nasce nel 1944 nell'appartamento di famiglia, proprio sopra il negozio di biciclette aperto nel 1974 sulla via Pesciatina a San Vito. Da ragazzo si divertiva a battere i coetanei nelle corse di paese, intuendo di avere i numeri per fare il corridore. E così fu: Narciso è un buon dilettante tra gli anni Sessanta e Settanta. Nel 1966 sposa la moglie Maria Luisa da cui ha due figli: Marco e Luca. Quest’ultimo attualmente gestisce due negozi di biciclette: quello di San Vito e l'altro, aperto nel 2015, in via Mazzini, vicino alla stazione ferroviaria di Lucca. La carriera di Narciso si interrompe nel 1974 a causa di una brutta caduta e della rottura di due vertebre cervicali. Ha 30 anni quando inizia a lavorare come meccanico e commerciante di biciclette nel negozio di San Vito, un lavoro che gli insegna il suocero Enrico Luciani, ex meccanico di squadre professionistiche. Per oltre 40 anni i Franceschi proseguono questa professione, tramandandosela di padre in figlio e fissando i pedali alle bici di centinaia di corridori lucchesi. Non solo: Narciso mette la sua esperienza a disposizione della Velo Club Coppi Lunata, società per cui aveva corso da ragazzo. Per 25 anni ne è il direttore sportivo e porta al successo diversi corridori poi passati tra i professionisti. Tra i suoi allievi anche il figlio Luca che poi ne segue le orme in veste di dirigente. Una storia familiare e di sport su cui ora si allunga l’ombra nera del doping. (g.p.)
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