Il dolore
L’orologio antico con un cuore nuovo
Inaugurato il restauro del congegno progettato nel 1744
LUCCA. È rimasto in silenzio per circa vent’anni, ma adesso, l’antico meccanismo dell’orologio della Torre delle Ore ha finalmente ripreso a girare. Un ingranaggio delicato che, per troppo tempo, non ha scandito i rintocchi, ricoperto da strati di grasso e polvere che ne impedivano il funzionamento. Fino a quando è tornato a battere ore e quarti, grazie al lavoro di restauro voluto dal Rotary Club di Lucca, con il contributo della Fondazione Crl, Akeron, Tagetik, Toscotec, Lucart e Cartografica Galeotti, per una cifra complessiva di circa 12mila euro. Ieri mattina, a conclusione di un intervento di recupero affidato alla ditta Giovanni Ermini di Firenze, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione per restituire una parte di storia alla città.
«Siamo felici di portare a compimento un’opera cominciata lo scorso anno – afferma il presidente del Rotary Club di Lucca, Giancarlo Nolledi – Quando maturò l’idea e prese il via il progetto, il presidente in carica del Rotary Club era Paolo Cattani: con lui è stato fatto il vero lavoro che sta dietro al restauro». Dopo la riparazione del 1999, l’orologio riprese a funzionare per un breve periodo, per poi fermarsi di nuovo. Alla fine del 2016, il Rotary Club, in accordo con il Comune, l’Opera della Mura e la Soprintendenza, intraprese i lavori di riqualificazione della Torre. L’orologio fu smontato e i pezzi trasferiti nella bottega di Ermini a Firenze dove vennero riparati. Dal 4 al 19 marzo 2017, il meccanismo venne esposto nella sala della Fondazione Bml, nell’ambito di una mostra di orologi antichi. Oggi l’azienda Guidi Gino lo ha ricollocato nella sua postazione originaria, a 207 scalini di altezza da via Fillungo, in cima alla Torre delle Ore. «Un’idea, quella del restauro, nata nella commissione progetti – afferma Paolo Cattani – e che, portata in consiglio, fu sposata con grande entusiasmo dai componenti, Stefano Giurlani, Maria Luisa Beconcini e Vittorio Armani. Oggi si chiude il cerchio iniziato con la mostra degli orologi quando, quello della Torre delle Ore, fu presentato alla città». L’ingranaggio, come ha spiegato Maria Luisa Beconcini, è dotato di una batteria “alla romana”: scandisce ore e quarti di sei ore in sei ore, proprio come volle l’orologiaio ginevrino Louis Simon. La sua storia è molto antica. Dal 1744, si cominciò a pensare di sostituire il congegno datato 1699 che presentava segni di usura, ma, per trovare un artigiano competente e affidabile ci vollero otto anni. La scelta degli incaricati dell’Offizio sopra le Entrate ricadde su Louis Simon, rinomato per la costruzione di un orologio per la cattedrale di Ginevra. Fra il 1753 e il 1754, Simon realizzò l’orologio per la Torre delle Ore. Oggi, il meccanismo è lo stesso di allora, ma con una piccola aggiunta: un timer elettronico per “silenziare” la torre dalle 20 alle 8 e non disturbare la quiete dei residenti. «Abbiamo restituito completezza a questa torre - conclude il sindaco, Alessandro Tambellini – a dimostrazione di quanto sia importante la collaborazione fra Comune e associazionismo. In una città storica, mantenere correttamente tutte le bellezze è uno sforzo economico che non sempre il Comune riesce a sostenere. Il Rotary ha avuto la sensibilità di ricomporre una situazione da tempo deficitaria: mi auguro che questa tendenza si affermi ancora di più perché è un contributo importante, anche in termini etici e morali, per il mantenimento di un patrimonio di grande valore».
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