Il Tirreno

Lucca

Privati cercansi: il bando è in uscita

di Barbara Antoni
Privati cercansi: il bando è in uscita

Entro il mese di giugno saranno pubblicate le condizioni per assegnare gestione e allestimento dell’intero complesso 

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LUCCA. Eccolo il Mercato del Carmine. Le transenne nelle zone pericolanti del tetto sono scomparse: il tetto, sopra tutte le aree del complesso, è nuovo di zecca. E non solo quello: il solaio dell’ex chiesa, dopo essere stato completamente smantellato, è ora quasi completamente ricostituito: sotto il piano di calpestio, una “trama” di longarine alte 25 centimetri, di ferro zincato pieno spesso un centimetro e mezzo. Dal pavimento si intravedono i seminterrati, le ex celle frigorifere: c’è voluto un mese e mezzo, raccontano gli operai sul cantiere, a svuotarle completamente.

Dopo decenni di abbandono, tre scadenze, oggi, marcano la tabella di marcia del Mercato del Carmine verso la definitiva rinascita. La più prossima: il 31 marzo, quando verranno ultimati (e consegnati) i lavori di consolidamento dell’ex chiesa, destinata a diventare la sede di una media distribuzione di qualità, non a carattere alimentare. Il 31 agosto, quando sarà completato il consolidamento del secondo piano, i locali che ospiteranno, nei piani, la futura struttura turistico ricettiva. A metà, la scadenza forse al momento più attesa, quella del 30 giugno: entro questa data l’amministrazione comunale promette la pubblicazione del bando per la gestione dell’intero complesso: l’assegnatario dovrà però accollarsi anche la rifinitura e l’allestimento di tutto il Mercato; dovrà provvedere alla realizzazione di nuovi impianti, infissi, pavimentazioni: un intervento “pesante” in termini economici.

La concessione, nei piani, è prevista in una durata massima di quarant’anni; con molte più probabilità potrà alla fine essere fra venticinque e trenta. Nei primi tre, è previsto che il canone annuale che l’assegnatario sarà tenuto a versare al Comune verrà ridotto del 10%.

In tutto è di 3.623 metri quadrati la superficie utile dalla quale il Carmine potrà ripartire: 988 metri l’ex chiesa, 1.718 l’ex convento al secondo piano, 917 metri quadrati il chiostro e i portici: questo lo spazio risultante dopo le opere di consolidamento strutturale, eseguite dal Comune con i tre milioni di contributo messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio.

Il bando, a lavori quasi completati, è adesso il passaggio più delicato. «Le condizioni per la gestione conterranno dei paletti - spiegano l’assessora Valentina Mercanti, che si occupa della vocazione e riconversione turistico commerciale del complesso, e l’assessore Gabriele Bove, che cura in particolare la messa a punto del bando -. Al di là dell’operazione immobiliare, chi si aggiudicherà la gestione del Carmine dovrà continuare a riservare l’area del chiostro alla funzione mercatale e alla vendita di prodotti alimentari a chilometri zero, perché queste caratteristiche fanno parte della storia di questo complesso. E perché continua a essere il cuore della città, intorno al quale vivono ancora botteghe storiche e negozi tradizionali: basta guardarsi intorno in via Nuova, in via Sant’Andrea, oltre che nelle attività che continuano a vivere nel mercato. Tra le condizioni del bando saranno contemplate anche agevolazioni sui canoni per le attività rimaste al Carmine».

Nei fondi intorno al chiostro invece sono previsti negozi di vicinato collegati all’enogastronomia di qualità: questi e solo questi, sottolineano gli amministratori, saranno esonerati dagli effetti di moratoria e blocco di nuovi esercizi di vicinato. Sulla media distribuzione di qualità che avrà sede nell’ex chiesa alcuni contatti e richieste di informazioni ci sono: oltre alla superficie dell’ex chiesa potranno essere disponibili spazi da ricavare in eventuali soppalcature.

Il bando sarà aperto anche a investitori internazionali. Ma l’auspicio, come viene sottolineato, è che l’operazione possa solleticare gli appetiti e la progettualità di aziende locali.

«Sarebbe molto bello - spiegano gli assessori - che da un gruppo di aziende locali partisse la spinta a creare un gruppo per concorrere alla gestione del Carmine». Le potenzialità potrebbero esserci. Certo si tratta di un impegno milionario in partenza. I calcoli, come spiega l’assessore Bove, al momento non sono definiti: né quelli relativi al valore dell’investimento per rifiniture e allestimento, né quelli relativi al canone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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