Toscana
«Anche senza prete si può pregare insieme»
Don Franco Cerri interviene sulle polemiche per le poche cerimonie religiose «Si fanno chilometri per tante cose, e non si va a Messa nel paese vicino»
LUCCA. L’ultimo caso è quello di Bagni di Lucca, con la protesta dei fedeli per le poche messe a causa della mancanza di religiosi. Un problema comune però, e non solo nella nostra diocesi, ma anche, per certi versi, un problema superabile con un po’ di buona volontà.
Questo il senso della bella lettera di don Franco Cerri, parroco della diocesi di Lucca: «È in atto nella diocesi un progetto per una nuova configurazione delle parrocchie. Una revisione diventata necessaria, essendo cambiata non soltanto la realtà sociale del territorio, ma anche quella ecclesiale. Non poche persone, venute a sapere di questo progetto, hanno avvertito come una specie di tsunami, lo hanno percepito come un disastro: come si farà, cosa succederà? La “mia” parrocchia non conterà più nulla? Saremo assorbiti dalle altre? Qualcuno storce le labbra, qualcun altro tentenna, come dire “dove si andrà a finire? E potremmo continuare la descrizione delle lagne, soprattutto di quanti stentano a capire che la situazione attuale non è la stessa di qualche anno fa. E questo, oltre il fatto della carenza di preti. Si sa, quando si tratta di cambiare qualcosa, c’è subito una forte resistenza. Questo anche nella Chiesa. C’è perfino chi non ha digerito ancora il Concilio Vaticano II. E se fosse che non abbiamo il coraggio di leggere i segni del nostro tempo? Non è soltanto una questione di numero di preti. Finora si è contato tutto sui preti, quasi fossero loro soltanto la Chiesa e poco, pochissimo sulla presenza attiva dei fedeli laici nella vita ecclesiale». Sembra insomma che i 50 e passa anni dal Concilio siano trascorsi vanamente.
«Da noi – contina don Franco – se manca il parroco, anche per una domenica e non è possibile reperire un prete per la Messa, in genere, non passa per la mente a nessuno che si può pregare ugualmente insieme, si può ascoltare la Parola di Dio, anche senza il prete, si può riflettere insieme. Va anche detto che i cristiani, almeno da noi, sono stati abituati male, per cui se non c’è la Messa nella chiesa del proprio paese, non vanno in quella del paese vicino, anche se dista qualche centinaio metri. Eppure ci si muove e si fanno chilometri per partecipare agli avvenimenti di ogni genere e magari pagando sonoramente e non poche volte stando tutto il tempo in piedi o sotto la pioggia. Non si capisce perché non ci si muove anche per le celebrazioni religiose. È una questione di allergia? E se fosse una questione di poca fede e di non aver capito cosa vuol dire essere parte viva di una Chiesa? ».
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