Il dolore
Un solo prete e poche messe: monta il malumore a Bagni
BAGNI DI LUCCA. Non è bastato l’appello dell’arcivescovo Italo Castellani perché siano i laici e i fedeli di Bagni di Lucca a sopperire alla perdita di uno dei due parroci della cittadina termale,...
BAGNI DI LUCCA. Non è bastato l’appello dell’arcivescovo Italo Castellani perché siano i laici e i fedeli di Bagni di Lucca a sopperire alla perdita di uno dei due parroci della cittadina termale, don Claudio Ticcioni, per il momento indisponibile per malattia. Un gruppo di persone, autodefinitosi comitato “DisperAzione Cattolica” , è arrivato addirittura ad affiggere sarcastici manifesti di protesta sulla porta di alcune chiese del paese e delle frazioni. Uno di questi, all’ingresso della chiesa della Villa, recita “Chiuso in attesa del miracolo”, e gli altri non sono di tenore meno caustico. Si era capito che l’intervento dell’arcivescovo nell’assemblea dedicata al problema non era piaciuto, ma era difficile prevedere una reazione così forte. Castellani aveva detto che nei suoi quindici anni a Lucca aveva perduto 120 sacerdoti, mentre solo dieci erano stati i nuovi parroci. E aveva aggiunto che in seminario ci sono soltanto cinque giovani. Per questi motivi aveva spiegato di non essere in grado di sostituire don Ticcioni e aveva chiesto aiuto ai fedeli perché fossero loro a supplire alle carenze nella catechesi e nei rapporti con le famiglie. Una scelta dura da digerire in un territorio molto esteso, con 23 frazioni, gran parte delle quali in montagna. Nemmeno le ulteriori informazioni nella lettera pastorale “Senza indugio” , inviata a tutti consigli pastorali, e nel “Sussidio per la Quaresima, inviato alle parrocchie, era valso a placare e prevenire le polemiche. Tanto che sono apparsi i manifesti che hanno scosso non poco la Curia e l’opinione pubblica.
«Siamo persone cattoliche – dice il comitato DisperAzione in una nota – che credono che non si possa abbandonare un territorio come Bagni di Lucca. Dopo l’incontro tenuto con l’arcivescovo ci siamo sentiti un po’ abbandonati e spiazzati». Il comitato in sostanza si schiera a difesa delle tradizioni e delle messe celebrate nelle varie frazioni, rifiutando l’idea di doversi muovere per andare in cerca della fede. Un posizione che addolora la Curia e che crea in ogni caso pareri contrapposti. Basta leggere i commenti sui social. Se non mancano le persone che approvano la protesta, ci sono anche quelle che si stupiscono di tanta mobilitazione quando ormai a messa va, con assiduità, una percentuale molto bassa di fedeli. Se c’è chi attacca l’arcivescovo non manca insomma chi si sforza di comprendere le ragioni della scelta. La Curia rimanda commenti a un intervento ufficiale in preparazione, ma il parroco rimasto, don Raffaello Giusti, ricorda che nel fine settimana vengono comunque celebrate cinque messe a Bagni di Lucca, Ponte a Serraglio, la zona di Granaiola e quella di Crasciana. Per assicure le funzioni arrivano sacerdoti da Lucca che si alternano nelle chiese delle diverse frazioni. Basterà per far cessare i commenti di chi addirittura si pente di aver fatto battezzare a Bagni di Lucca i propri figli?
Emanuela Ambrogi
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