Il Tirreno

Lucca

Rapinatori seriali Condanne a 11 anni e a 10 anni e 4 mesi

ALTOPASCIO. Erano accusati di aver concluso o tentato un numero di rapine a doppia cifra in quattro province. In abbreviato la pena più alta è andata a Michelangelo Laudato, 45 anni, di Ponte...

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ALTOPASCIO. Erano accusati di aver concluso o tentato un numero di rapine a doppia cifra in quattro province. In abbreviato la pena più alta è andata a Michelangelo Laudato, 45 anni, di Ponte Buggianese, difeso dall’avvocato Nicola Giribaldi, a cui contestavano undici colpi. “Sconto” di sei mesi per Mario Arcidiacono, 55 anni, di Montecatini, assistito dall’avvocato Marco Ammannato, a cui addebitavano dieci rapine. Il dispositivo è stato letto in tarda mattinata dal gup Donato D’Auria (pm in aula Sisto Restuccia).

La sentenza ha incluso, considerando la continuazione dei reati, anche la pena già scontata per una rapina (22mila euro il bottino) alla filiale di San Vincenzo della Cassa di Risparmio di Volterra per la quale Laudato prese 3 anni e 4 mesi e Arcidiacono 4 anni e 8 mesi. I due, professione ufficiale muratori, furono arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo il 31 maggio 2013 dopo Migliarino sul raccordo autostradale di Pisa Nord. A casa e in altri ambienti nella disponibilità degli arrestati, i carabinieri si erano imbattuti in accessori per il travisamento, cutter, fascette di costrizione per immobilizzare le vittime, capi d’abbigliamento utilizzati per compiere le rapine. In particolare due pettorine con la scritta “polizia municipale” e “servizio postale” , numerosi cellulari, diverse pistole giocattolo senza il tappo di sicurezza e una Fiat Grande Punto, rubata ad Altopascio il 15 maggio 2013. E proprio dai cutter, i trincetti, aveva preso il nome l’inchiesta che, oltre all’episodio di San Vincenzo, aveva messo insieme una miriade i colpi tentati e consumati tra le province di Lucca, Livorno, Pisa e Firenze. Furono acquisiti filmati, fatti pedinamenti e riprese video dando riscontro, con sequestri e intercettazioni, alle accuse che ora si sono trasformate in un processo per quella che viene considerata una gang familiare specializzata nelle rapine in banca.

Le indagini su un colpo in una banca in provincia di Livorno imboccarono una strada che, con una serie di riscontri, portò alla contestazione a carico dei due muratori di almeno altre dieci rapine per un totale di circa 120mila euro tra Castelvecchio di Compito, Sesto Fiorentino, Ghezzano, Vicopisano, Ponte a Egola, Lucca, Firenze, Santa Maria a Monte, Cascine di Buti. (p.b.)



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