Il Tirreno

Lucca

Il marciapiede ridotto a un colabrodo

La protesta di un lettore per le condizioni del camminamento di fronte a Santa Gemma

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LUCCA. Un marciapiede colabrodo che, in questi giorni di intemperie e pioggia battente, si riempie quasi come un laghetto e, oltre ad ostruire il passaggio, rende obbligatorio l'attraversamento della strada, con il rischio reale di venir investiti dalle automobili in transito. La protesta arriva direttamente da un nostro lettore, Vincenzo Passarelli, 70enne pensionato ex dipendente del Cnr di Pisa, da oltre vent'anni però residente a Lucca, il quale ha documentato, armato di telefonino, le buche che tappezzano il manto stradale riservato ai pedoni di fronte al Santuario di Santa Gemma Galgani, all'Arancio, in via di Tiglio.

Il problema, secondo il lettore, interpellato al riguardo, non è circoscritto solamente al marciapiede, ma anche ai cordoli, che delimitano l'area calpestabile, e che, data la loro altezza, rendono complicata la percorrenza.

«È l'unico marciapiede che conduce al viale Cadorna, via d'accesso al centro città dalla Romana, e versa in uno stato di perdurante abbandono - si lamenta Passarelli -: io abito proprio dal lato in questione e quando piove, come in questo periodo, percorrerlo diventa un'impresa, non solo per coloro che devono spingere i passeggini o per le persone di una certa età. Siamo tutti costretti a scendere e camminare sulla carreggiata: le macchine, se il passaggio a livello è aperto vanno anche abbastanza veloce e si corre il pericolo di venir travolti; se invece è chiuso, per poterle scansare, dobbiamo fare una vera e propria gimkana».

La delusione raddoppia poi per il signor Passarelli, visto che proprio lì di fianco, quattro mesi fa, il 6 ottobre scorso, sono terminati gli interventi del primo lotto riguardanti la pista ciclopedonale sul viale Cadorna. «Quando si sono conclusi i lavori sul viale speravamo che anche il marciapiede di via di Tiglio potesse essere oggetto d'interesse da parte dell'amministrazione, ma così non è stato. Finito il viale finisce anche la pista ciclabile. Il problema poi non è solo per noi residenti, ma anche per gli operatori che hanno alcuni alberghi qui intorno e che godono dei numerosi turisti che proseguono per la via Francigena o che giungono in pullman in pellegrinaggio al Santuario: anche i visitatori rischiano di farsi male, e questa non è certo una bella pubblicità per la città».

In 22 anni, già diverse richieste d'intervento protocollate al comune di Lucca, senza alcuna risposta però. Silenzio che ha costretto i residenti ad adottare soluzioni fai da te. «Abbiamo fatto le nostre rimostranze, l'ultima non troppo tempo fa - precisa Passarelli -, ma dall'amministrazione nessuno si è fatto sentire. Per coprire in parte le voragini di fronte alle nostre abitazioni, il mio vicino geometra ha gettato a proprie spese una bella quantità di pietrisco e ghiaino. Speriamo che regga almeno fino a primavera: ne dubito, visto che il tempo ultimamente è tutt'altro che clemente».

Marco Tirinnanzi

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