Finanza
Nell’auto erano in quattro
Indagati per omissione di soccorso i tre amici dell’investitore
LUCCA. Sono indagati per omissione di soccorso i tre giovani passeggeri della Lancia Y condotta da Anthony Caturano, 24 anni, in carcere per aver falciato e ucciso in stato di ebbrezza e con assunzione di cannabinoidi il coetaneo Andrea Lucchesi, 21 anni, di San Macario ferendo gravemente Fabio Biagini, 25 anni, residente in via Vecchi Pardini a S. Anna. I tre amici del conducente - attualmente detenuto nel carcere di San Giorgio con l’accusa di omicidio stradale e lesioni gravissime, in attesa stamani a mezzogiorno dell’udienza di convalida di fronte al gup Giuseppe Pezzuti - sono stati ascoltati dai carabinieri a sommarie informazioni per tutta la giornata di domenica. E hanno raccontato la loro verità di quella «notte da sballo» finita in tragedia.
Nessuna telefonata. L’iscrizione nel registro degli indagati per i tre giovani versiliesi è la logica conseguenza del loro comportamento omissivo. Dopo aver visto volare in aria come foglie al vento i poveri corpi di Andrea e Fabio - di ritorno dalla notte di Carnevale e che come unica colpa avevano quella di camminare a piedi nel posto sbagliato al momento sbagliato - non si sono degnati non solo di prestare l'assistenza occorrente, ma nemmeno di telefonare a polizia, carabinieri o ad un ambulanza affinché potessero soccorrere quei poveri ragazzi.
Una notte brava. Caturano, stando al racconto dei tre amici che si trovavano con lui, era già partito da casa con l’idea di un sabato sera da sballo. Sostengono infatti che l’indagato per omicidio stradale si sarebbe seduto alla guida dell’autovettura con una bottiglia da mezzo litro contenente un mix di coca cola e rum. La comitiva poi si sarebbe fermata in alcuni locali dove il conducente della Lancia Y, ma anche i suoi tre amici indagati per omissione di soccorso, non si sarebbero certo contenuti nel bere alcolici e superalcolici. Tanto che il tasso che emerge dall’alcoltest a cui è stato sottoposto è doppio rispetto a quello consentito dalla legge. Lo sballo sarebbe poi proseguito in una festa di carnevale con l’assunzione di cannabinoidi (marijuana, come emerge dagli esami eseguiti diverse ore dopo l’incidente ). Che i quattro amici fossero perfettamente consapevoli dell’investimento dei due pedoni emerge durante il racconto fornito dai tre amici del conducente ai carabinieri diretti dal sostituto procuratore Salvatore Giannino. In sostanza Caturano li avrebbe invitati a non parlare con nessuno di quanto era accaduto e di non parlare con le forze dell’ordine.
La mamma in soccorso. Non è tornato da solo nella sua casa di Torre del Lago, all’alba di domenica, Anthony Caturano. «È venuta a prendermi mia madre» ha raccontato ai carabinieri l’investitore che non si era fermato dopo aver sbalzato in aria Andrea Lucchesi e Fabio Biagini alle 4.40, ma aveva accelerato senza alcun segno di frenata, per poi parcheggiare l’auto davanti ai locali di viale Europa, con il parabrezza danneggiato reso quasi invisibile da una siepe. E i militari adesso dovranno verificare se la donna, che non può non avere incrociato una pattuglia a caccia del mezzo che aveva provocato la tragedia, abbia protetto il figlio senza denunciarlo alle forze dell’ordine o fosse inconsapevole dell’accaduto. L’autore dell’omicidio stradale è stato rintracciato a casa dai carabinieri di Viareggio alle 6.30..
La procura chiede il carcere. Stamani nell’udienza di convalida la procura chiederà la conferma della misura cautelare in carcere per l’autore dell’omicidio stradale. Che, in virtù dell’ebbrezza alcolica, dell’alterazione psicotropa e della fuga senza prestare soccorso, rischia una pena non inferiore ai 5 anni di carcere.
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