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Lo zio di Caturano investì una donna: morì dopo un mese
Udienza preliminare, venerdì mattina, davanti al giudice Riccardo Nerozzi per Pasquale Caturano, zio del giovane che ha investito in Darsena due ragazzi, provocando la morte uno e mandando sotto i...
Udienza preliminare, venerdì mattina, davanti al giudice Riccardo Nerozzi per Pasquale Caturano, zio del giovane che ha investito in Darsena due ragazzi, provocando la morte uno e mandando sotto i ferri per ore l’altro. L’uomo deve rispondere del reato di omicidio stradale, lo stesso che la Procura di Lucca ha contestato al nipote Anthony, 24 anni, per la tragedia dell’alba di domenica.
Era la mattina dell’8 dicembre 2016 e la signora Maria Grazia Vita, per tutti “Graziella”, 70 anni, fu investita da un’auto mentre si trovava sulle strisce pedonali di via Nicola Pisano, a Viareggio, a pochi metri dalla propria abitazione.
Sul colpo rimase ucciso il cagnolino che era con la donna, un Chihuahua. Vita, invece, ebbe un mese di agonia prima di spirare nel gennaio 2017, dopo essere passata da ben tre ospedali sempre in stato di coma.
Ad assistere la famiglia della donna investita ed uccisa sono gli avvocati Cosimo Zei e Maurizio Dalla Casa (entrambi del Foro di Lucca) mentre le indagini sull’incidente, effettuate dalla polizia Municipale di Viareggio, sono state coordinate dal sostituto Procuratore di Lucca Enrico Corucci.
Venerdì mattina, a distanza di poco più di un anno dalla morte della signora Vita si decide la sorte giudiziaria del suo investitore che in queste ore ha visto il nipote provocare un incidente mortale per poi darsi alla fuga, ritrovato a poche ore di distanza dai carabinieri che l’hanno arrestato. (d.f.)
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