Il Tirreno

Lucca

Attaccati ai clacson per salvare i ragazzi

di Donatella Francesconi
Attaccati ai clacson per salvare i ragazzi

La drammatica testimonianza di un tassista: «L’altra notte ci potevano essere altre vittime»

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LUCCA. Viale Europa nella notte tra sabato e domenica quando ormai manca poco alle 4 del mattino. La festa del dopo-Rione è ancora nel vivo. Fuori e dentro i locali si muovono centinaia di ragazzi e ragazze. Le auto sono parcheggiate ovunque. Anche sui marciapiedi di tutto il viale della Darsena, un unico ingresso ed un’unica uscita. «Come sempre in queste occasioni», racconta il tassista che si è trovato ad assistere - alle 4,40 - all’incidente che è costato la vita ad Andrea Lucchesi, 21 anni, ha spedito sotto i ferri per ore Fabio Biagini, 25 anni, ed in carcere Anthony Caturano, 24 anni, l’investitore.

Sia i giovani che i loro genitori contano sul servizio taxi nelle serate in cui l’alcol scorre a fiumi: «Ormai abbiamo tutti auto con sei posti e non è poi così cari dividersi la spesa», continua il racconto. Così, al momento in cui la Lancia Y guidata da Caturano piomba sui due ragazzi lucchesi, due taxi stanno lasciando la zona dei locali lungo viale Europa. «Abbiamo suonato più volte, forte e con insistenza», è ancora la testimonianza: «Perché c’erano tanti giovani in strada. Chi non trova posto nei parcheggi davanti ai locali, lascia i mezzi nelle aree di sosta dei nuovi cantieri o del Palazzetto dello sport/piscina comunale. Pochi passi a piedi che per Lucchesi e Biagini sono bastati ad andare incontro alla tragedia. «L’auto che li ha investiti arrivava a tutta velocità», sono ancora le parole del tassista ancora choccato per quanto ha visto: «Abbiamo suonato tanto e forte, sia il collega che viaggiava davanti alla mia macchina sia io. Alcuni ragazzi hanno fatto appena in tempo a portarsi di lato, stringendosi verso la rete dei cantieri Rossi. Se non ci fossero riusciti quell’auto in corsa ne avrebbe falciati molti di più».

Ma Andrea e Fabio non ci sono riusciti, perché quando la Lancia Y con a bordo quattro persone li ha travolti «avevano appena terminato di attraversare la strada» che di lì a poco si è macchiata del loro sangue. «Ho visto uno dei due letteralmente volare in aria...Ho visto il piede davanti ai miei occhi», ricostruisce il tassista con la scena ancora tutta impressa in mente. Poi il testimone prende il proprio cellulare e mostra la chiamata al 112 dei carabinieri che poi gli passano la Centrale operativa del 118 già allertata dai giovani che erano sul posto. Di lì a poco la strada si è popolata di soccorritori, con le ambulanze della Misericordia di Stiava e Torre del Lago e della Croce Verde di Viareggio, e con loro due auto mediche. I primi interventi sui feriti, la corsa al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, l’allerta all’elisoccorso Pegaso necessario per il trasferimento dei due ragazzi a Livorno, reparto di neurochirurgia degli Spedali Riuniti. Per Andrea Lucchesi non ci sarà viaggio: il ragazzo, infatti, muore a bordo del Pegaso, poche ore dopo essere stato investito. (d.f.)

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