Finanza
Taccini: cerimonie dopo il 4 marzo
COREGLIA. Domani sarà inaugurato il restaurato Forte di Coreglia, storico sito riqualificato dopo anni, e che fungerà da luogo di cultura e da incubatore di imprese. Una opera importante, ma dai...
COREGLIA. Domani sarà inaugurato il restaurato Forte di Coreglia, storico sito riqualificato dopo anni, e che fungerà da luogo di cultura e da incubatore di imprese. Una opera importante, ma dai banchi dell'opposizione si chiede di procrastinare la cerimonia dopo le elezioni politiche. A farne richiesta, con tanto di diffida, è il consigliere comunale Piero Taccini del gruppo "Un futuro per Coreglia". Che si appella alla norma che disciplina che nel periodo della campagna elettorale non sono ammesse iniziative, cerimonie, inaugurazioni, o altre manifestazioni simili legate alla competizione elettorale. Il consigliere, ha quindi annunciato che se il sindaco deciderà lo stesso di partecipare all’inaugurazione, nonostante la diffida, egli si farà carico di segnalare l’episodio all’autorità competente: «Nel nostro Paese sono in vigore una miriade di leggi e regolamenti che, difficilmente, risultano di facile interpretazione. Alcune, per fortuna, sono semplici, chiare e ben interpretabili. Una di queste è la Legge nr. 28 del 22 febbraio 2000. Nonostante la facile interpretazione di questa legge, nel feudo della Piana e Media Valle del Serchio, qualcuno continua a fare come gli pare in barba anche alle leggi più chiare. Infatti, per sabato 3 febbraio, è fissata l’inaugurazione del restauro del palazzo “Del Forte” a Coreglia Antelminelli dove è prevista la partecipazione di alcune personalità politiche locali, guarda caso facenti parte tutte dello stesso partito, ovvero, per essere ancora più chiari, del “giglio magico”. Sul manifesto della inaugurazione ci sono sia lo stemma del comune sia quello dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio: "In qualità di consigliere comunale, ho presentato una diffida al sindaco a partecipare all’inaugurazione chiedendogli, altresì, di farsi promotore affinché la cerimonia venga posticipata a data da destinarsi ma, certamente, dopo la chiusura delle operazioni di voto delle consultazioni previste per il 4 marzo». (n.b.)
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