Sicurezza
Manca l’acqua Geal chiude dieci fontane
Sono concentrate nel morianese e in collina E si pensa a un piano di razionalizzazione
LUCCA. Una decina di fontane a secco nella zona del Morianese e nelle frazioni collinari.
Sono quelle collegate all’acquedotto di Vinchiana: dai loro rubinetti non scende più una goccia d’acqua da oltre un mese e non è detto che tornerà a scendere nel futuro.
Il Comune e Geal infatti, hanno in mente un piano di revisione delle fontane disseminate sul territorio: un piano che prevede un generale ridimensionamento del servizio che, inevitabilmente, porterà alla dismissione di alcune fontane.
Né lo stop all’erogazione né tantomeno la previsione del taglio di un numero ancora imprecisato di fontane era stato condiviso con i residenti che, da un giorno a un altro, si sono ritrovati, a partire da fine dicembre, a non poter più usufruire dell’acqua pubblica.
«Le fontane sono state chiuse in via precauzionale intorno al 25 dicembre – spiega il presidente di Geal, Giulio Sensi – perché si era creata una situazione di emergenza idrica. Si tratta di una decina di fontane servite dall’acquedotto di Vinchiana che notoriamente è quello che più di frequente va in sofferenza. Di solito queste problematiche si verificano d’estate ma quest’anno la quantità d’acqua era diminuita parecchio, di alcune decine di metri, e ci vuole un bel po’ di tempo prima che l’acquedotto si riempia di nuovo. È stata la prima volta in cui si è toccato un livello così basso».
Un regalo di Natale poco gradito per gli abitanti di queste zone, che da tempo ormai convivono con la presenza di autobotti e con il diktat dell’acqua razionata. E per il momento, almeno fino a metà febbraio, quando è prevista la riunione tra Comune e Geal, le fontane non saranno riattivate.
«Nonostante l’emergenza idrica sia rientrata abbiamo deciso di aspettare l’esito della riunione prima di ripristinare l’erogazione dell’acqua – dichiara ancora Sensi – anche perché l’acqua delle fontane è la stessa che scende dal rubinetto di casa. Stiamo definendo un piano di razionalizzazione per capire quali fontane siano utili ai cittadini e quali no. Quelle che saranno considerate superflue verranno tolte anche perché comportano solo una perdita per l’acquedotto. Non è detto che siano quelle che sono state spente ora, noi faremo una valutazione che riguarda tutte le fontane presenti sul territorio, che sono circa un centinaio, mantenendo solo quelle che hanno un senso».
Alla base di questo piano di revisione ci sarebbero, stando a quanto riporta ancora il presidente di Geal, anche alcuni usi impropri dell’acqua.
«Ci hanno segnalato, anche in passato ad esempio – spiega Sensi – che l’acqua delle fontane viene utilizzata anche dagli agricoltori e questo non va bene. Quella è acqua potabile che deve essere adoperata per uso familiare. Continueremo a valorizzare le fontane perché sono una risorsa pubblica ma è giusto anche limitare gli sprechi e il piano di riorganizzazione segue questo tipo di approccio».
A pesare meno sembra invece il capitolo manutenzione. «Di quella si occupa il Comune – spiega ancora Sensi – ma comunque non ha un costo elevato. Tempo fa ci sono stati dei furti di rubinetti in ottone e alla fine abbiamo deciso di sostituirli con altri rubinetti realizzati con materiali di poco valore. Il problema principale è limitare lo spreco dell’acqua, questo è ciò che ci preme». Non a caso, ormai da molto tempo (anche in centro storico e anche sulle Mura) le vecchie cannelle senza rubinetto, che restavano sempre aperte, sono state sostituite da quelle che possono (e devono) essere chiuse dopo l’uso.
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