Il Tirreno

Lucca

La “Di and Gi” adesso parla tedesco

di Barbara Antoni
La “Di and Gi” adesso parla tedesco

La società che organizza il Summer ha ceduto il 60 per cento delle sue quote al gigante Cts Eventim, sede centrale a Monaco

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LUCCA. Il corteggiamento del “gigante” (e non era il solo) andava avanti da anni, almeno cinque. Il matrimonio si è fatto la mattina di mercoledì 31 gennaio alle 10, negli uffici milanesi di Cts Eventim, multinazionale tedesca dello spettacolo e del ticketing con sede centrale a Monaco di Baviera. In questo luogo e in questa data la Di and Gi (D’Alessandro & Galli) con sede a Lido di Camaiore, la società internazionale che organizza il Lucca Summer Festival, assistita dal suo legale Florenzo Storelli e dal suo commercialista Giovanni Bulckaen ha firmato la cessione del 60 per cento delle sue quote societarie alla multinazionale tedesca per un tempo di otto anni; per i due soci Mimmo D’Alessandro e Adolfo Galli un esborso milionario.

In quarant’anni di cammino nei panni dell’imprenditore della musica e dei concerti per D’Alessandro è la seconda “virata” importante. Fondò la sua prima società nel 1978: si chiamava “On the road” «ed era solo mia - racconta -. Ho sempre corso da solo. Poi nel 1987 entrai in società con un ragazzino che mi sono cresciuto come un figlio: era Adolfo Galli».

«Sono sempre stato un po’ rigido ad aprire alla multinazionale - spiega il patron del Summer -. Sono stato indipendente per tutta la vita, ma ora non c’è più spazio per gli indipendenti. Ho “mollato” anche perché conosco molto bene questa gente, un gruppo col quale collaboro da oltre dieci anni, persone molto serie che stanno acquisendo anche altre società. Adesso hanno oltre venti sedi nel mondo: presto arriveranno a quaranta».

Impossibile continuare a lottare come Don Chisciotte contro i mulini a vento: questo il motivo che D’Alessandro conferma all’origine della sua scelta, presa non certo a cuor leggero. «La Di and Gi - aggiunge - è sempre stata molto appetibile. Abbiamo un profilo alto, progetti alti, siamo una società seria, che ha sempre fatto gola a tanti. Ho scelto un gruppo solido di operatori, non investitori. Oggi la vita dell’indipendente è dura: basta fare Davide contro Golia».

D’Alessandro conferma e riconferma che il “matrimonio” con la tedesca Eventim non influirà sull’attività della Di and Gi, che manterrà la sua ragione sociale «e io continuerò ad esserne l’amministratore delegato - dice D’Alessandro -. Cambia che adesso possiamo competere con chiunque, non più una corsa impari con tutto il mondo. È stata una scelta ponderata e consapevole, di cui sono convinto e soddisfatto. Felice, in una parola».

«Amore e passione» continuano a essere il motto di D’Alessandro, anche adesso che alle spalle ha un gigante del live entertainment mondiale, con un capitale di 96 milioni, che soltanto negli ultimi cinque mesi ha fatto acquisizioni in tre società compresa la Di and Gi. In una nota ufficiale, KIaus Peter Schulenberg, ceo di Cts Eventim, commenta l’accordo con la Di and Gi: «Con TickeOne siamo il principale fornitore di servizi di biglietteria in Italia da oltre dieci anni. In un periodo molto breve abbiamo fatto quanto necessario per diventare il leader di mercato anche nel segmento della produzione e promozione di spettacoli dal vivo. Questa è la tappa fondamentale per la nostra strategia di internazionalizzazione. Il mercato italiano è uno dei più diversiticati e attrattivi d’Europa e difficilmente può esserci un organizzatore che simboleggia la sua creatività e vitalità quanto D’Alessandro e Galli».

Accordo che comunque, come ricostruisce il patron del Summer Festival, «è stato preceduto da otto mesi di controlli dei funzionari della Eventim nei nostri uffici. Alla fine dei controlli ci hanno fatto i complimenti e anche questo per me è motivo di grande orgoglio. Non ho messo davanti i soldi, anche se sono importanti: se ho preso questa decisione è anche per tutelare la mia gente, i miei (circa venti, ndr) dipendenti fissi, oltre alle migliaia a cui abbiamo dato lavoro temporaneo non ultimo nel 2017», tra Summer Festival e il super concerto sugli spalti dei Rolling Stones.

E tra altri otto anni, al decadimento dell’accordo? «Chissà - risponde D’Alessandro -: potrei anche decidere di tornare indipendente». Intanto penserà al Summer 2018: le date ufficiali complessivamente saranno quattordici. Ma non svelerà quelle ancora mancanti dal cartellone prima della fine di Sanremo: «Devo andare là, ho alcuni miei artisti da seguire al festival».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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