Attenzione
Il giudice che dà le stelle alle pasticcerie
Da stasera in televisione il lucchese Damiano Carrara, conosciutissimo negli Stati Uniti
LUCCA. Vive in America, dove ha aperto una pasticceria di successo in California, ma è tornato in Italia per dedicarsi ai talent show tra cheesecake, tiramisù e crostate. Storie di un talento lucchese di successo che oltre a preparare torte buonissime ed essere simpatico è capace di “bucare” lo schermo, idolo del pubblico (soprattutto femminile) per la sua avvenenza e spigliatezza. E dopo essere stato il giudice in Bake Off Italia, Damiano Carrara, 32 anni, stasera parte con il nuovo programma di cucina in prima serata su Real Time. Si intitola “Cake Star - pasticcerie in sfida” e stavolta sarà alla conduzione (con Katia Follesa) del programma dove Lucca è una delle otto città scelte per accogliere la nuova sfida a colpi di torte e creme che si daranno battaglia per ottenere il titolo di migliore della città e un premio in denaro di 2mila euro. Si sfideranno tre pasticcerie lucchesi (secondo le indiscrezioni Angolo Dolce, Regina e Buralli) ed ogni puntata vedrà una sfida sulla pasticceria, sul cabaret delle paste e sul pezzo forte di ciascun concorrente, valutati a suon di stelle (da 0 a 5) dagli esigenti palati dei giudici.
Perché hai lasciato l'Italia? «Ho sempre voluto fare qualcosa di bello per la mia famiglia ed ho sempre messo l'anima in quello che facevo. Sono arrivato in California e dopo quattro giorni ho trovato lavoro come cameriere. Nel 2011 a Morepark, insieme a mio fratello Massimiliano abbiamo aperto Carrara Pastries. Abbiamo iniziato con bigné, crostatine di frutta, due focaccine e un freeser a colonna con due semifreddi. La classica storia del "sogno americano": da cuoco e imprenditore negli States divento famoso grazie alla partecipazione ad alcuni show televisivi. Prima come concorrente sono arrivato in finale, poi mi richiamano ma stavolta per fare il giudice».
Come è nata questa passione?
«L’ho ereditata da mio fratello che ha iniziato a impastare da ragazzino. Saltava la scuola per andare a fare torte e io lo coprivo. Ma anche la mia nonna, faceva uno zuccotto toscano incredibile, uso ancora la sua ricetta. A un certo punto in Italia mi sentivo un po’ limitato, avevo voglia di rischiare. Così me ne sono andato in Irlanda, senza nemmeno sapere l’inglese, a fare il barman e poi in California. E’ stata dura, ma sono contento di quella scelta».
Ho anche scritto un libro di ricette. Il tuo rapporto con Lucca?
«Nei laboratori di cucina televisivi spesso usi simpatiche espressioni gergali per commentare le specialità dei concorrenti. Lucca è sempre casa mia ed è uno dei posti più belli della Toscana. Sono di Sant’Angelo e ho fatto le medie alla Chelini a San Vito e poi le ho finite a Santa Maria a colle e le superiori all'Itis e poi il serale perché non avevo finito ma già lavoravo».
I tuoi luoghi del cuore lucchesi?
«Il centro storico e le Mura, ma anche la Versilia. Ho passato l’infanzia a Lido di Camaiore. Domanda scontata: i tuoi dolci preferiti. Quando mi chiedono qual è il mio dolce preferito rispondo sempre la torta della nonna: semplice e tipico della Toscana. Buono sempre».
Nicola Nucci
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