Il Tirreno

Lucca

Cisl sul pirogassificatore kme 

«Il muro contro muro a prescindere è solo dannoso»

BARGA . «Dopo l’incontro con la cittadinanza, organizzato dal comitato La Libellula sulla delicata questione dell’opportunità o meno di insediare il “pirogassificatore” in Kme, ci aspettavamo e...

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BARGA . «Dopo l’incontro con la cittadinanza, organizzato dal comitato La Libellula sulla delicata questione dell’opportunità o meno di insediare il “pirogassificatore” in Kme, ci aspettavamo e avremmo apprezzato un sereno dibattito che mettesse a confronto le ragioni dell’una e dell’altra parte. Così non è stato, anzi»: così Massimo Bani, segretario generale di Cisl Toscana Nord, e Narcisa Pellegrini di Fim Cisl, commentano il post riunione.

«A questo – proseguono – si aggiunge una unilaterale certezza nel farci sostenere che, come Cisl, avremmo “aderito acriticamente al progetto Kme” senza un confronto. Rimaniamo convinti che comunque il no aprioristico dichiarato dallo stesso comitato, sia una visione miope per un problema serio quale quello del futuro ambientalistico e occupazionale della Valle del Serchio. Noi pensiamo e l’abbiamo sempre affermato che la questione del pirogassificatore vada affrontata proprio partendo dal fatto che un progetto del genere, quando e se verrà presentato, debba essere analizzato in modo approfondito in tutta la sua sostenibilità, con tutte le cautele e i tempi necessari per capirne bene gli effetti e le ricadute sia ambientali che occupazionali sul territorio; con l’auspicio che nessuno si senta autorizzato a demonizzare una posizione anziché, per evitare di cadere in uno scontro tra fazioni senza reali confronti di e nel merito».

«Il piano ambientale deve essere il perno della continuità di Kme e deve essere strettamente legato al piano industriale la cui sostenibilità ambientale non può avere deroghe – continuano Bani e Pellegrini – ci sono risorse e strumenti per centrare questo obiettivo. Bisognerà approfondire tutti i dettagli del piano quando questo verrà ufficialmente presentato sia per l’approfondimento sul piano industriale sia su quello ambientale. Atteso che saranno gli enti preposti a dover garantire che siano forniti strumenti per l’analisi del contesto, crediamo sia necessario avere un supporto fattivo a garanzia che eventuali decisioni per il sì o per il no siano valutate con la giusta equidistanza dalle posizioni in campo. Riteniamo doveroso dare fiducia e analizzare in modo sereno le proposte che vorremmo discutere con l’apporto di tutti e questo non significa assecondare quanto proposto, ma nemmeno dimostrarsi ciechi e sordi di fronte a qualsiasi proposta».

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