Italia
Fabbriche, un bando per accogliere 43 profughi
Si amplia il progetto Sprar: i richiedenti asilo saranno ospitati in sei appartamenti Il valore della gara, triennale, è di oltre un milione e mezzo. Domande entro il 15
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Si amplia la rete Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a Fabbriche di Vergemoli: il Comune - con il supporto dell’Unione dei Comuni della Garfagnana - ha emesso un bando per individuare un soggetto che gestisca i servizi per 43 richiedenti asilo, a fronte dei 14 attualmente presenti.
La rete Sprar consente ai Comuni di gestire in prima persona l’accoglienza dei migranti, a differenza di quello che avviene con i bandi della prefettura. E secondo un piano finanziario ben preciso, dettagliato all’ultimo centesimo. Ecco, i soldi: l’appalto, della durata di tre anni, ha un valore totale stimato di 1.617.756 euro, vale a dire circa 540.000 euro l’anno.
Fabbriche di Vergemoli è uno dei pochissimi comuni della provincia ad aver attivato un progetto Sprar: gli altri tre sono Lucca, Viareggio e Capannori, che operano sotto il cappello della Provincia.
Secondo quanto previsto nel bando di gara, sono sei le strutture che andranno ad ospitare i migranti a partire - se le procedure saranno espletate senza alcun problema - dal prossimo marzo.
Diciassette richiedenti asilo saranno ospitati in due appartamenti adiacenti in via provinciale, località Isola. Altri 12 in due appartamenti adiacenti in località la Fornace. Sette, invece, troveranno posto in un appartamento in località Le Bose a fabbriche di Vallico, mentre altri sette saranno ospitati in un altro appartamento all’Eremo di Calomini.
Il bando di gara, insieme al disciplinare e a una serie di altri documenti allegati, dettaglia anche quali saranno i servizi che il soggetto attuatore dovrà garantire ai richiedenti asilo. Oltre all’alloggio e al vitto è prevista la «realizzazione di attività di accompagnamento sociale, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali».
Ci sono poi i cosiddetti “servizi di integrazione”. Come la formazione professionale e l’inserimento lavorativo, che prevede l’orientamento e la riqualificazione professionale dei richiedenti asilo. Verrà inoltre promossa la ricerca da parte dei migranti di soluzione abitative autonome.
Ci sono, infine, i servizi di tutela. A cominciare da quella legale (in particolare per il percorso di richiesta di protezione) per passare poi a quella psico-socio-sanitaria e a quella di mediazione linguistico-culturale.
Le buste con le offerte dovranno essere consegnate entro il prossimo 15 febbraio. Cinque giorni più tardi, nella sede dell’Unione dei Comuni a Castelnuovo, saranno invece aperte le buste in una seduta pubblica.
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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