Il dolore
Domenica torna a bruciare il povero becco
Recuperata dalla Pro Loco Benabbio si prepara a rivivere un’antichissima festa tradizionale
BAGNI DI LUCCA. È grazie alla Pro Loco di Benabbio se, dopo che la kermesse tanto partecipata fino ai primi anni Sessanta era stata dimenticata, è tornata come da tradizione la “Festa del povero becco” . Domenica 4 quindi, dalle 14, via ai trattori a Benabbio, per far rivivere una delle feste più amate e ricordate con nostalgia dai paesani. «Si perde bella notte dei tempi la tradizione della iniziativa – racconta Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima e nato proprio a Benabbio – è solo da pochi anni che il fantoccio di panno riempito di paglia, il “becco”, viene portato per le vie del paese sui trattori. Nei miei ricordi di bambino il fantoccio era legato su una scala perché non cadesse e portato a spalla dai giovanotti del paese. La festa cadeva nella sera del giovedì grasso e dopo una notte di gran baldoria trascorsa al teatro Eden (l’ex Puntello): qui i festaioli, dopo avere mangiato i tortelli nella locanda delle sorelle Sisti che si trovava sopra il teatro, ballavano e cantavano fino all’alba, quando veniva dato fuoco al fantoccio, il “povero becco” per salutare il Carnevale e anche l’inverno».
Era una delle feste più partecipate della Vallata quella a Benabbio. Tornavano addirittura alcuni lavoratori da fuori. Una delle poche occasioni per entrare nelle abitazioni più ricche, per ballare, cantare, per dimenticare tristezza e miseria prima di iniziare il rigore della Quaresima «Al teatro – aggiunge il Camerlengo – si ballava anche la quadriglia con impostazione francese e comando napoleonico. Il fantoccio veniva portato allegramente in giro per le strade e in una delle sue tasche veniva messa una lisca di baccalà in previsione della Quaresima. Era la maschera che rappresentava la tradizione del Carnevale a Benabbio. Lo vestivano con gli abiti da uomo e all’alba gli veniva dato fuoco. In quella serata, a teatro veniva rappresentata anche una commedia: le figure più notabili del paese ne uscivano bene, mentre il povero becco era deriso e oggetto di sarcasmo».
Contrucci è al lavoro da anni per completare un ritratto iconografico della storia del Carnevale nelle numerose frazioni di Bagni di Lucca. A oggi ci sono poche notizie su quella che era una festa molto sentita nella Vallata alla fine dell’Ottocento. Risultano infatti solo gli scritti di Giovanni Giannini, stampati a Palermo nel 1889, e riguardano Casabasciana: «C’erano tante figure – conclude Contrucci – i lacché, i Pulcinella diversi da quelli conosciuti oggi, l’Innamorato, Paolino e tanti altri».
Ora l’attesa è per domenica quando alla festa ci sarà anche il mago Cilindro, chiamato per rendere la Giornata più ricca e divertente. Per informazioni contattare il numero 388 9520860 (Gerardo).
Emanuela Ambrogi
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