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Lucca

Il consigliere provinciale frati 

«La provinciale 56 è la prova degli errori di una riforma»

«La provinciale 56 è la prova degli errori di una riforma»

COREGLIA ANTELMINELLI. Una strada nevralgica per le frazioni montane, che non può diventare un ostacolo. E così, dopo i passi indietro della giunta provinciale per sconfessare la chiusura della Sp56...

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COREGLIA ANTELMINELLI. Una strada nevralgica per le frazioni montane, che non può diventare un ostacolo. E così, dopo i passi indietro della giunta provinciale per sconfessare la chiusura della Sp56 della Valfegana, il consigliere provinciale Piero Frati (che è anche consigliere comunale a Coreglia) interviene sulla vicenda: «Sulla via Ducale apprezziamo l’impegno di Menesini a una rimodulazione dell’ordinanza che aveva visto chiudere in parte la strada. Verificheremo nelle prossime settimane che alle parole seguano i fatti. Sono moltissimi i cittadini che in questi giorni si sono mobilitati per chiedere alla provincia di tornare indietro sui suoi passi riaprendo seppur parzialmente al traffico la via Ducale».

La strada ha anche una valenza turistica, e la pazienza dei residenti sta per finire: «È segno di un particolare attaccamento – spiega l’esponente del gruppo di Alternativa Civica Centrodestra e componente del direttivo provinciale di FdI – dovuto al fatto che attraverso questa strada si possono raggiungere zone di straordinaria bellezza del nostro territorio che rischiavano altrimenti di essere altrimenti “tagliate fuori”, ma anche all’importanza storica di questa arteria visto che sono passati quasi 200 anni dalla sua realizzazione. Nelle prossime settimane verifichermo che gli impegni presi da Menesini vengano mantenuti».

Uno stallo che rinfocola la polemica politica tra gli schieramenti a Palazzo Ducale: «Questa vicenda, la chiusura al traffico di una strada per mancata manutenzione aggiunta all’imbarazzo di Menesini, che ha ammesso essere particolarmente difficoltoso per l’ente di Palazzo Ducale trovare 3-400 mila euro per intervenire, mostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sbagliata sia stata la riforma delle province voluta dal Pd, che non le ha abolite ma non le ha messe semplicemente più in grado di occuparsi decorosamente delle competenze che la legge affida ancora loro». (n. b.)

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