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Lucca

Rumsas junior squalificato per quattro anni

Rumsas junior squalificato per quattro anni

Lucca: la decisione del tribunale nazionale antidoping per l’utilizzo di un ormone della crescita

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LUCCA. Quattro anni di squalifica per uso di sostanze vietate: questa la decisione del tribunale nazionale antidoping a carico del ciclista lituano Raimondas Rumsas jr., da anni residente a Capannori con la famiglia. La squalifica è scattata da ieri e terminerà il 22 ottobre 2021, considerando anche il periodo di sospensione cautelare dall'attività sportiva ufficiale.

Il giovane ciclista era stato trovato positivo al GRHP-6, un ormone della crescita, durante un controllo fuori gara di Nado Italia effettuato il 4 settembre scorso proprio a Capannori. Il Tribunale Nazionale antidoping aveva sospeso in via cautelare il corridore, accogliendo la richiesta della procura antidoping. Nel luglio scorso, Rumsas, attualmente in forza alla Palazzago di Bergamo aveva dedicato la sua prima vittoria in carriera in Italia, ottenuta alla 46ª Freccia dei Vini disputata nell’Oltrepò pavese, al fratello minore Linas, corridore dilettante di 21 anni morto improvvisamente a maggio. Su quel decesso la procura di Lucca ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Salvatore Giannino.er decisione della famiglia. Una vicenda per cui fu aperto un fascicolo della Procura di Lucca, che ora indaga per doping sulla squadra di Rumsas.

Raimondas è figlio e omonimo di quel Raimondas Rumsas che nel 2002 conquistò il terzo posto al Tour de France nello stesso giorno (era il 28 luglio) in cui la moglie Edita veniva fermata dai doganieri a Chamonix mentre tornava in Toscana. Sulla sua auto furono trovati 36 diversi tipi di farmaci, di cui molti a effetto dopante. Quel giorno cominciò una telenovela che non è mai giunta davvero a conclusione circa la effettiva destinazione di quei medicinali. La donna si dichiarò sempre innocente, disse che quei farmaci servivano per la madre. Un medico polacco sostenne di aver firmato lui le prescrizioni e che non si trattava di sostanze dopanti. Dal centro antidoping francese invece venne fuori si trattava di epo, corticoidi e testosterone. Il sospetto fossero destinati al marito (e anche ad altri corridori) gettò un’ombra sul lituano fresco di podio, che venne anche minacciato di licenziamento dalla Lampre, la sua squadra. Ma Raimondas risultò pulito e il contratto con la Lampre rinnovato. La signora Rumsas venne rilasciata dopo 75 giorni di carcere l’11 ottobre del 2002. L’anno seguente Raimondas cade nella rete dell’antidoping: positivo all’epo durante il Giro d’Italia e condannato a un anno di squalifica. A fine 2004, e squalifica scontata, Rumsas torna alle corse e partecipa pure ai Mondiali con la nazionale Lituana, ma la vicenda di Chamonix è ancora aperta nel giugno 2005 i giudici spiccano un mandato di cattura internazionale per contrabbando di medicinali proibiti. Pochi mesi dopo, è il gennaio 2006, il ciclista e la moglie vengono condannati a 4 mesi con la condizionale, il medico polacco a 12 mesi.

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