Attenzione
«Colpa della precarietà economica»
Don Ottaviani: «I giovani sono vicini al Signore, ma spesso hanno lavori instabili»
LUCCA. Perchè in chiesa non ci si sposa più? La tendenza è inesorabile, negativa ogni anno, con la forbice che si allarga sempre più: dal confronto con i matrimoni celebrati davanti al sindaco, la funzione religiosa ne esce con le ossa rotte. Poco più di dieci i riti con l'abito bianco celebrati a Lucca, a fronte degli oltre 80 laici, nello stesso 2017. Don Nando Ottaviani, sacerdote di Coreglia Antelminelli, prova a dare un'interpretazione di questi numeri, che anche per la sua parrocchia non sono confortanti.
Per il parroco, la questione si lega soprattutto ad un disagio economico, che non permette alle nuove coppie una giusta pianificazione, e le costringe a rimandare il giorno delle nozze. «L'anno passato di matrimoni non ne ho celebrato nemmeno uno - spiega -. Nel 2018 ne ho finora uno soltanto: a luglio, una mia parrocchiana. Le coppie che intendono sposarsi, spesso sono fermate a causa di problemi di natura economica. Preferiscono assestarsi: trovare un lavoro, comprare casa e poi, alla fine di questo percorso, unirsi in matrimonio». Esclude poi a priori un calo della fede, specie tra i giovani. E la scelta del rito civile non è certo più conveniente. «Le nuove generazioni non si sono allontanate, tutt'altro. Il cuore dei ragazzi è sempre attento, e vicino al Signore. Se costa di più in chiesa? Io non chiedo nulla, sono le coppie che a volte lasciano un'offerta, ma niente di obbligatorio». Più sentito il problema dei divorziati, esclusi dai sacramenti. «Tanti vorrebbero risposarsi in Chiesa, e fare richiesta alla Sacra Rota spesso non è così immediato. E quindi hanno come unica possibilità il rito civile. Ho tanti parrocchiani divorziati: con me però partecipano e danno una mano in sacrestia: la loro fede non mai è venuta meno. Sono incappati in un momento difficile, ma bisogna ricordarci che in questa vita siamo tutti in cammino». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
