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Antraccoli, no al centro polifunzionale

Antraccoli, no al centro polifunzionale

LUCCA. «Giù le mani da quello spazio di verde pubblico che rischia di essere cancellato per un progetto assurdo che andrebbe a danneggiare tante famiglie che finora ne hanno usufruito per il tempo...

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LUCCA. «Giù le mani da quello spazio di verde pubblico che rischia di essere cancellato per un progetto assurdo che andrebbe a danneggiare tante famiglie che finora ne hanno usufruito per il tempo libero. Giù le mani anche da altri progetti sventurati che modificherebbero l’assetto della frazione che ne risentirebbe dal punto di vista paesaggistico e ambientale». Sono arrabbiati molti residenti di Antraccoli, per la presa di posizione dell’amministrazione comunale che starebbe progettando di costruire nell’area un centro culturale polifunzionale che, secondo la loro opinione, andrebbe a ledere la tranquillità di tante famiglie che vedrebbero sottrarsi l’unico polmone verde della zona, frequentato in particolare da bambini e anziani. L’area in questione è un terreno di circa 14mila metri quadrati racchiuso tra le case, con l’unico accesso da una traversa di via di Picciorana che, nell’eventualità dell’approvazione della variante urbanistica da parte dell’amministrazione comunale, diventerebbe in parte edificabile e vedrebbe dunque cancellare una bella fetta di verde pubblico, per fare spazio a una grossa struttura, la cui destinazione ancora è da stabilire. Di questo, ma anche di altri disegni urbanistici che coinvolgerebbero la frazione di Antraccoli si parlerà venerdì 26 gennaio, nel corso di un’assemblea pubblica che si terrà alle 21 nella scuola Mons. Pietro Guidi, finalizzata alla raccolta di adesioni per contrastare il progetto. A promuovere l’iniziativa è l’associazione socio-culturale “I Fanucci” presieduta da Edoardo Martini, coadiuvato dai soci Amedeo Santi Mario Fanucchi, Alessandro Mazzolini, Lido Moschini, Mario Dinelli, Enrico Paolini, Giancarlo Caselli, Francesco Lucarotti, Salvatore Barsotti e Marcello Bertacco. «L’obiettivo, spiega il presidente, è bloccare l’iter avviato dal Comune e cercare di far cadere la proposta di variante urbanistica, per preservare un bene comune come il verde pubblico».

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