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«Per il recupero del pulper esistono alternative»
PORCARI. «Le alternative all’incenerimento del pulper esistono e sono l’unica strada per rendere il distretto cartario un modello di economia circolare, con benefici per imprese e cittadini»: così...
PORCARI. «Le alternative all’incenerimento del pulper esistono e sono l’unica strada per rendere il distretto cartario un modello di economia circolare, con benefici per imprese e cittadini»: così Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S e vicepresidente della Commissione ambiente e territorio, commenta un suo atto di indirizzo in presentazione in consiglio regionale. Un atto che interessa in particolar modo la Piana. «Il pulper – spiega Giannarelli – è composto per il 70% da plastiche e il 30% da cellulosa, entrambi materiali recuperabili, inoltre, come spiegato da Enea, rappresenta solo il 7% del macero. Questo, unito al tema dell’umidità, che per legge deve essere oltre il 30%, limita l’orizzonte del pulper prodotto in provincia di Lucca a circa 63. 800 tonnellate l’anno. Un quantitativo che rende insostenibile la scelta inceneritorista, anche sul piano economico, mentre apre scenari di profitto e opportunità per impianti “low technology” di recupero o piattaforme con sistemi di selezioni in acqua, come Sca Packaging ha sperimentato 15 anni fa nel territorio».
Il consigliere cita l’esempio del Trevigiano dove esiste già un modello in grado di recuperare interamente 35 mila tonnellate annue di pulper, «senza considerare che un buon accordo tra enti locali, imprese del cartario e Conai-Comieco renderebbe possibile ridurre il 15% dell’intera produzione di pulper solo con le buone pratiche. Per dirne una: differenziare il cartone dal mix di carta mista negli uffici regionali e nei Comuni. Solo così si riduce l’impurità del pulper e cresce persino il quantum corrisposto da Conai».
«Il Distretto Cartario e in esteso la Lucchesia – aggiunge – hanno bisogno di risposte serie e di lungo respiro su tutte le problematiche che la caratterizzano da decenni: l’incenerimento non è niente di questo, come non lo sono gli assi viari. Per evitare gli assi viari basterebbe riprendere la proposta dell’autostrada free slot per i camion del distretto cartario: la portammo in consiglio regionale ma il Pd di Baccelli disse no. Con lo stesso spirito raccoglieremo lo spunto della aziende che puntano alla mobilità su ferro e chiederemo alla Regione di premere con Rfi per aumentare la lunghezza dei treni merci da 17 a 19 vagoni. Una misura che renderebbe il trasporto merci ferroviario più conveniente di quello su gomma».
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